Le conseguenze di Google Caffeine

by Pietro on 24 luglio 2010

in Google

L’avvento di Google Caffeine è coinciso simbolicamente con il Mayday Update, oramai famigerato, che ha cambiato la geografia del motore di ricerca. C’è chi stava meglio e c’è chi stava peggio, nel rimescolamento delle serp, come sempre, nulla si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma.

I cambiamenti introdotti dal Mayday update sono stati già raccontati altrove, per brevità dirò che hanno avuto maggior impatto in siti di grandi dimensioni, con molto contenuto duplicato o povertà di contenuti e una scarsa organizzazione gerarchica dei contenuti.

L’impatto di Caffeine, invece, è stato molto più forte, soprattutto per quanto riguarda il futuro dei motori di ricerca e la loro utilità negli anni a venire.

Con Caffeine Google ha:

- Aumentato la capacità di scansionare i siti di maggiori dimensioni, scoprendone eventuali debolezze o pregi.
- Aumentato la velocità di scansionamento dell’indice e i tempi di risposta nelle ricerche.

Le conseguenze dirette sono:
- La capacità di determinare con maggior precisione quali pagine sono di valore e quali no, decidendo sulla base dei propri algoritmi, quali indicizzare e quali no.
- Una maggiore capacità di penetrazione nel rapporto tra link e contenuti, con la conseguenza finale che un sito di grandi dimensioni può essere scansionato per intero, ma indicizzato in minima parte se:

1) I contenuti sono deboli, poco originali o duplicati.
2) La navigazione interna è raffazzonata o artificiosamente costruita, in modo da presentare una ripetizione dell’anchor text per singole pagine linkate dall’interno.
3) Il sito riceve link in entrata di scarsa qualità e anchor text ripetuti in larga scala, anche nel modello site wide.

In Google Webmaster Tools si nota questa tendenza, per esempio, nel numero dei link in entrata che – da un giorno all’altro – sono aumentati a dismisura. Gli uomini di Google hanno ufficialmente dichiarato che il dato è veritiero e che il loro obbiettivo è mostrare dati aggiornati e freschi. Non sorprende che in quel numero così esplosivo vi siano ricompresi tutti i site wide links, cioè link che puntano alla stessa pagina, provenienti da un numero enorme di pagine dello stesso dominio. E dunque non sorprendetevi se il vostro sito ha perso traffico dopo il Mayday Update… la vera causa non sta nel nuovo potente algoritmo, ma principalmente nelle migliorate capacità introdotte da Caffeine, che abbinate all’update di Maggio generano questi problemi.

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Seo per e-commerce

by Pietro on 14 luglio 2010

in Consigli

Quali sono le mosse migliori per ottimizzare un sito di e-commerce?

Il vero problema del sito di e-commerce, a parte la dimensione, è che spesso condivide il catalogo del produttore con altri venditori online e che quindi utilizzi su larga scala del materiale duplicato. In questo senso non è raro vedere una incompleta indicizzazione e tante pagine tra i risultati supplementari di Google, volutamente omesse dal motore di ricerca, proprio perchè già presenti in altri siti che condividono il catalogo.

Il metodo migliore per costruire il posizionamento di un sito di e-commerce che condivide il catalogo è quello di far dipendere il posizionamento non tanto dalle schede prodotto, ma da altre sezioni, in modo che la parte duplicata (ad esempio: la descrizione di un prodotto) sia subissata dal contenuto originale.

Il risultato da raggiungere è quello di piazzare più schede di prodotto nella prima pagina di Google, sfruttando la struttura del sito e la navigazione interna, attraverso una organizzazione per categorie. I siti di successo, che hanno una buona base di clienti e vendono prodotti facilmente recensibili, affidano proprio al contributo degli utenti il compito di “differenziare” il contenuto del sito dal catalogo condiviso con altri concorrenti. Le recensioni formano “testo” originale, che rinfoza ciascuna scheda. Per siti minori, che comunque presentano un vasto catalogo e hanno prodotti non facilmente recensibili, o poco traffico, è consigliabile utilizzare la struttura del sito, rinforzando in particolar modo tutte le pagine intermedie tra home page e schede del listino.

A questo compito si prestano le pagine delle macro-categorie e delle sotto-categorie di prodotto, che dotate di testi interessanti e originali, trascineranno sul motore i prodotti sottostanti, sfruttando anche la navigazione a briciole di pane mostrata da Google nei risultati.

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I contenuti? Generano ancora link e conviene puntarci

14 luglio 2010

Come ampiamente scritto nelle scorse settimane, una delle manie che perseguitano tutti gli operatori del web è quello di decostruire e smitizzare ciò che essi contribuiscono a costruire e mitizzare. Non so se dietro si nasconde un procedimento psicologico, per il quale si decide di svalutare una cosa che ci delude, anche a costo di [...]

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Bing sceglie LeBron

9 luglio 2010

Le strade che portano lontano da Google passano anche per giganteschi accordi commerciali (vedi Facebook) e così Microsoft apparenta il suo motore di ricerca Bing al nuovo sito ufficiale di LeBron James, realizzato in occasione del suo chiacchierato passaggio dai Cleveland Cavaliers ai Miami Heat, dove formerà un trio di stelle assieme a Chris Bosh [...]

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Link per dare visibilità al sito

7 luglio 2010

La ricerca spasmodica della link popularity è come una specie di nevrosi. Ieri durante una conference call, per un progetto di rinnovamente di un sito, ho ancora dovuto specificare che il web è guidato da Google, in buona sostanza, che ha imposto il suo motore di ricerca link oriented al resto della concorrenza e che [...]

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