Il punto di partenza per posizionare un hotel

by Pietro on 5 febbraio 2010

in Turismo

Il settore del turismo è estremamente competitivo, nessun dubbio. La competizione è dovuta al fatto che:

1) La prenotazione è un classico strumento online, semplice da realizzare. Il viaggio è al riparo da sgradite sorprese se si organizza prima.

2) Il web 2.0 sembra creato a immagine e somiglianza del turista o meglio, dei suoi desideri: recensioni, foto, informazioni, video. Ogni elemento concorre a rafforzare l’idea della prenotazione.

3) L’elemento localistico come evoluzione dei motori di ricerca e in particolare di Google si attaglia bene alle ricerche di tipo turistico, che sono dominate dalla stringa: [hotel] [località geografica].

L’aspetto più interessante del mercato turistico online è dato dal fatto che c’è un alto livello di conformazione verso standard di media qualità (per non dire bassa) che interessa anche la grafica. Per un certo periodo abbiamo assistito al trionfo della grafica standardizzata nei grandi portali di booking online. Ora che il social ha preso piede le recensioni e i giudizi dei viaggiatori, uniti alle foto e ai video fanno da complemento alle informazioni di base. Anzi, sembra impensabile fare una prenotazione prima di aver consultato queste fonti: il turista è in genere un utente sopra la media, quasi avanzato.

Eppure, nonostante questa messe di informazioni, se guardiamo alla totalità dei siti di alberghi notiamo che essi sono molto scarni e uniformati. Una sezione fotografica spesso completa i contenuti testuali, nella maggior parte dei casi didascalici e poveri di notizie. Il modulo di booking online è l’unica ragion d’essere, mentre il resto delle risorse viene utilizzato per un guestbook, spesso poco incentivato, e per la classica traduzione nelle lingue straniere. Non meravigliamoci del fatto che partendo da questi presupposti si debbano sudare le tradizionali sette camicie per far salire il sito e battere la concorrenza.

L’unica vera agevolazione viene appunto dai concorrenti, che si trovano nella medesima situazione. Quando poi il sito è nuovo, intendo appena nato, allora il posizionamento richiede degli sforzi che il budget messo a disposizone non è in grado di contemplare: ci vuole inventiva, fortuna, e un forte lavoro sui contenuti.

Invece una sicura differenza la farebbe l’organizzazione del sito. Lo dico veramente: basta con questi siti di 7-8 pagine, poveri di testi, non integrati, de-contestualizzati dal resto della rete. Quando mi viene affidato l’incarico di posizionare un sito di un hotel, catechizzo al massimo il cliente su quelle che io sento come delle esigenze inderogabili.

Non ci si può posizionare bene su una chiave ad influenza “localistica”, evitando di parlare diffusamente del luogo. Per cui, ogni volta che pensate di volervi posizionare su una chiave ad impatto geolocalistico, abbiate cura di dare peso al fattore local, perchè su quello vi giocate parte della “pertinenza” del contenuto.

Inoltre esistono strumenti per integrare foto e video, come sapete, attraverso siti ad alto impatto sociale, che prediligono l’aspetto localistico o che sono in grado di fornire ricerche localistiche (basate sui tag).  Il sito del vostro albergo dovrebbe tenere conto di questo fattore, quando pensate di metter su la classica “gallery”.

Il modo migliore per partire col piede giusto rimane quello di creare siti pertinenti, che abbiano una struttura di base logica, che premia i contenuti. Un sito di un hotel non può essere pensato avulsamente rispetto alla località di riferimento. I contenuti testuali devono vertere su due grandi ramificazioni:

1) Contenere parole chiavi riguardanti l’attività turistica e i servizi ad essa collegati.
2) Contenere parole chiavi riguardanti l’aspetto geolocalistico, con tutto ciò che ne consegue.

Questo fatto è importantissimo perché le ricerche si fanno sempre più conversazionali, e accanto alla stringa [Hotel] [Località] l’utente formula domande basate su frasi lunghe, alle quali il sito dev’essere in grado di poter rispondere. Le pagine meglio ottimizzate devono essere quelle che in genere sottostimate e non valorizzate, per fretta o perchè pensate che basti una mappa di Google (o peggio un’immagine) a  fornire le risposte all’utente.

Se invece seguite questi consigli, noterete un effettivo miglioramento del posizionamento, in particolar modo quando date peso e sostanza alle pagine:

a) Dove Siamo, che dev’essere considerata come la pagina perno per parlare diffusamente del luogo e degli eventi a esso collegati (non dimenticate mai la massima principale del turismo online: si promuove la località e le occasioni di divertimento, non l’albergo).

b) Come Arrivare, che può essere usata per rinforzare l’elemento localistico, anche in previsione del posizionamento su Google Maps.

In fondo si tratta di ripetere sempre gli stessi concetti: 5 minuti in più del vostro tempo dedicati ai contenuti fanno la differenza, meglio se questi contenuti sono scritti e pensati in modo professionale, altrimenti è tempo perso comunque. E ricordate: l’analisi delle parole chiavi, soprattutto di quelle parole collegate alle principali, farà fare il salto di qualità definitivo.

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FACEBOOK COMPIE 6 ANNI CON 400 MILIONI DI UTENTI

Einstein non l’avrebbe mai immaginato. Eppure un secolo dopo le sue grandi scoperte sulle interazioni tra spazio e tempo, sulla rete mondiale il fattore T relativo al tempo, che volgarmente possiamo chiamare DURATA, torna ad essere centrale.

Oggi le scoperte tecnologiche sono tutte volte a dare corpo al fattore T. Pensateci bene: il cellulare che cosa è? Un telefono che ci permette di essere contattati ovunque noi ci troviamo. Si chiama annullamento della distanza, cioè in termini consumistici, impiego del fattore T. Quando esisteva solo il telefono fisso il consumo telefonico, la bolletta, era molto meno salata se stavamo sempre fuori casa per lavoro. Il cellulare nella maggior parte dei casi, sostituisce questo vuoto e crea consumi a tutte le ore.

Ma il Tempo non può essere occupato dal cellulare e basta, per motivi pratici e perchè si deve lavorare. Allora perchè non passare agli Smartphone, per non dire ai nuovi ritrovati della tecnologia, tipo l’I-Pad?

Sulla rete accade lo stesso. Da quando internet ha cominciato a pullulare di contenuti, creati dagli utenti, il vero fattore rilevante a livello economico è tornato ad essere il Fattore T. Con una precisazione: il UGC si è estremamente evoluto e l’occupazione del tempo è passata da residuale (basata su applicativi da scaricare in rete e utilizzare off-line) a totalitaria (basata su siti che offrono applicazioni da utilizzare esclusivamente on-line). Il consumo del tempo è divenuto parte integrante del consumo di traffico; ma mentre prima il traffico veniva convogliato su più siti alla ricerca di risorse, adesso si convogliano le risorse su pochi siti che consentono di far trascorrere il tempo dedicandosi ad applicazioni tra le più disparate. Facebook integra una funzione video, la chat, il networking, le risposte immediate, le immagini e una serie di applicativi a scopo ludico, che tengono incollato l’utente al sito social.

Questo fattore T pertanto, più che essere compresso, viene dilatato. Ma sul Tempo c’è poco da scherzare: 24 ore sono sempre 24 ore e Google, come già scrissi tempo fa, ha capito che il fattore Tempo incide sul volume generale di ricerche effettuate nel motore. Ecco perché anche Google è dovuto venire a patti con il fattore Tempo: la real time search non solo lo evoca, ma rende chiaro il concetto che anche su Google si possono trovare elementi “in tempo reale” tipici dei social network sites più in voga.

Qualcuno addirittura ipotizza che Facebook potrebbe prendere il posto di Google, come principale aggregatore delle fonti di informazione. In realtà Facebook veicola già tanto traffico sui siti di media e notizie e non è un caso che molti giornali, specie negli Stati Uniti, abbiano una propria pagina Facebook con la quale postare in real time le notizie più interessanti. Il Corriere della Sera oggi annuncia la sua.

Il Fattore Tempo non può essere strizzato più di tanto. La strada del futuro, secondo Apple, per esempio, è un applicativo in grado di organizzare il tempo, un applicativo che accentri in un solo strumento voce, immagini, video, contenuti. Facile? 24 ore sono sempre 24 ore.

Se è così può esserci lo scoppio di una bolla relativa al Social? Se tutti i siti si affidano agli utenti, se il social commerce implode, se ogni sito, per tenere gli utenti al suo interno, si affida a una sezione social (che comprenda interazione attiva tra gli utenti) e se tutti i siti, parlo di quelli dominanti nei settori principali che trainano gli emulatori, facessero così potrebbe veramente succedere che alla fine la moda del Social esploda in una fragorosa bolla? E se dovesse accadere, quale futuro attende la rete?

I social network sites hanno un futuro nella misura in cui non arriva un diretto concorrente a spazzarli via, offrendo, di volta in volta, un plus che prima non c’era o non era stato sviluppato sufficientemente (si pensi al passaggio da MySpace a Facebook). L’unica soluzione reale è aumentare il novero delle cose che si possono fare in rete, a questo punto nasceranno siti e applicativi utili per farle: i siti social nascono come una naturale evoluzione della rete, sono estremamente “umani”, figli dei comportamenti sociali aggregativi, che sono connaturati.

Il tempo però resterà sempre quello.

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Turismo: Il salto di qualità ha un costo

2 febbraio 2010

Pochi giorni fa sono stato posto di fronte a un dilemma riguardante lo sfruttamento del budget. Quando si fanno campagne di posizionamento, spesso allargate a soluzioni di marketing a tutto tondo, l’aspetto che dev’essere chiarito col cliente è che non si può improvvisare, non c’è più spazio per il dilettantismo e per il fai-da-te. In [...]

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Web e turismo: vecchi vizi duri a morire

27 gennaio 2010

Lo scorso fine settimana sono capitato nel paese dove abita mia madre e ho incrociato il proprietario di un albergo locale. Discutendo del più e del meno siamo finiti a parlare della stagione turistica passata e delle prospettive di quella futura (il posto è a 30 chilometri dal grande flusso turistico della Sardegna nord-orientale).
Ora, immaginate [...]

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Nel Social trionfa l’idea, un esempio vincente

25 gennaio 2010

Durante il weekend mi sono bevuto un po’ di litri di social network marketing. La mia idea era quella di scovare un sito non troppo famoso, che pur rinunciando al posizionamento naturale, avesse trovato una valida alternativa nel social network. Un modo di raggiungere i clienti efficace, intelligente, originale.
Negli scorsi giorni ho denunciato quello che [...]

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