Qualche giorno fa ho letto su Yahoo Answers la seguente frase (che in teoria era intesa come risposta d’aiuto):
“il problema è rimanere nella prima pagina di google…per fare cio devi pagare un canone a google piu una percentuale su tutti i visitatori che ricevi…quindi se intendi usarlo per fare un negozio online allora ti conviene,ma se è solo per apparire…ti costa solo un sacco di soldi“.
Passata la fase dei sorrisi, quella dello sgomento, e infine ancora quella dell’apprensione (per le sorti della mia professione), ho provato a capire l’alone di mistero, ignoranza e faciloneria che aleggia in questo lavoro.
Innanzitutto si capisce come la prima pagina di Google sia un vero e proprio mito, difficilmente smontabile. Ormai siamo alla leggenda urbana. Sembra che la prima pagina sia una specie di Graal per la quale valga la pena intraprendere il viaggio. Spesso chi parte alla sua conquista non è nemmeno attrezzato per arrivare in decima, ma tant’è! Il grosso problema è che spesso la si richiede garantita, I mean GA-RAN-TI-TA, cioè che deve arrivare punto e basta. Allora scatta il panico e l’ansia da prestazione. Il SEO può garantirla? Dipende, soprattutto se lega parte del suo lavoro al risultato. Ma non può garantirla sulla base di dati non empirici, cioè non deve vendere fumo. Un potenziale cliente, prendendo contatto con il sottoscritto, mi ha detto che sulla sua strada ha incontrato molti mercanti di sogni, venditori di fumo, falsi profeti del posizionamento. Mi è sembrato rassicurato quando gli ho dato un consiglio gratuito, per il quale molti si potrebbero far pagare. E’ un gesto di fiducia e mi sembra il minimo, perchè anche nel nostro caso il cliente ha sempre ragione. Purtroppo capita che lo stesso sia poco incline ad accettare cambiamenti nel sito: spesso queste rivoluzioni costano, sembrano colpire la gradevolezza del sito aziendale. Lo capisco, ma purtroppo certi interventi sul posizionamento e l’ottimizzazione richiedono sacrifici grafici.
Un’altra cosa che si evince dalla frase riportata sopra è la questione relativa al prezzo del posizionamento. In rete si leggono molte offerte, prezzi elevati, che capisco molte piccole imprese non siano disposte a spendere. Oltre alla crisi c’è una generale sfiducia per un mondo che appare poco regolato, le cui professionalità non sono accertate da albi o registri, alle quali non si accede con una laurea. Questo è un pregiudizio tipico italiano, difficile da scalfire: io sono laureato e sto pensando seriamente di prendermi una seconda laurea, ma posso assicurare di studiare ogni giorno questa professione, al fine di non rimanere indietro. Nessuno è mai arrivato, il cliente può fidarsi e fare una cernita basata sull’esperienza, i risultati raggiunti e ovviamente il costo finale. Come in ogni campo. Io, per esempio, ho deciso di fissare un tariffario via internet perché ritengo che si possa discutere a partire da una base di prezzo, altrimenti si rischia veramente di passare per avvoltoi. Il posizionamento è pubblicità, la pubblicità richiede giocoforza un ritorno di investimento. Sta al cliente decidere quanto voler spendere, ben sapendo che meno soldi spende meno ritorno ha. Con la differenza però che esiste un tipo di posizionamento, quello naturale, suscettibile di portare ottimi risultati, se realizzato da SEO con una discreta abilità.
Infine segnalo come ci sia molta ignoranza e pressapochismo riguardo alla professione, ai motori di ricerca e alle dinamiche pubblicitarie della rete. Questo è il problema minimo, ovviamente, al limite si può pretendere che certe nozioni non vengano fornite a chi chiede delle risposte. Si confonde il mondo della pay-per-click di AdWords con quello del posizionamento naturale. Il compito degli operatori di questa professione è anche quello di spiegare, per non lasciare il cliente in balia dello stregone di turno, perchè poi chi ci perde è indistintamente tutta la categoria. Al cliente posso dire di scegliere con oculatezza, magari fidandosi di chi scrive nei blog e in rete e dispensa consigli gratuitamente.
Anche perchè non esistono ricette magiche e un buon posizionamento non può dipendere da 2 o 3 suggerimenti elargiti saltuariamente. Per quanto mi riguarda la parte iniziale dello studio del sito, l’analisi delle sue pecche e delle sue potenzialità, nonché dell’area di mercato delle parole chiave (e più in generale una conoscenza delle dinamiche del marketing terrestre relativo a quella nicchia) è fondamentale e non si può certo esaurire in una risposta data nei forum.


