Se n’è sempre parlato. Partito dei blog, partito della rete, democrazia diretta, coinvolgimento dei bloggers. Molta aria fritta, generale incomprensione, un significativo problema di analfabetismo tecnologico della nostra classe politica. Eppure c’è un paese – la Svezia – nel quale un partito nato unicamente con Internet in testa ieri ha registrato un primo significativo successo.
Si tratta del Partito dei Pirati, che come suggerisce il nome si batte per una revisione della legge sul copyright e in difesa del file-sharing. Ieri ha ottenuto un clamoroso seggio alle elezioni europee, ottenendo oltre il 7% dei voti. A dimostrazione che, se non altro, internet è ormai entrato nell’agenda politica.
Il brutto, se mai, è che in Italia si voglia normarlo, con l’intento di sottrarre alla libertà d’opinione degli spazi e delle zone franche che si è costruita in questi anni. Insomma, fosse per la classe politica italiana, il web dovrebbe essere regolato esattamente come la tv. Meglio un incubo ad aria condizionata.


