I risultati della seconda trimestrale di Google sono chiari e ben al di sopra delle attese. Il motore di ricerca di Mountain View ha registrato ricavi in crescita del 3% su base annua. Difficile dire immediatamente perché, la spiegazione più semplice è che si tratti di una stabilizzazione della crisi, come affermano in California.
Ciò che mi preme sottolineare, semai, è che Google durante la grande crisi (che ancora persiste e che miete disoccupazione) non ha mai calato gli investimenti pubblicitari. In Italia c’è la tendenza a rinchiudersi, facendo calare la pubblicità: si taglia sul marketing, pensando che sia superfluo. Non mi riferisco alle grandi aziende ovviamente, ma alla media generale, fatta di operatori di piccole dimensioni.
Google in questo periodo non è stata ferma, ha implementato nuove soluzioni per la raccolta pubblicitaria e il management è fermamente convinto che YouTube comincerà a produrre utili. Si aggiunga il ventilato sviluppo del sistema operativo Chrome OS: annunciare il lancio di nuovi prodotti in un periodo nero ha un forte valore simbolico.
Quello che voglio dire, in buona sostanza, è che la pubblicità non si deve mai fermare, nemmeno in periodi come questi. Anzi, essendo il mercato un sistema darwiniano, tende a sopravvivere unicamente chi sa cavalcare la tigre della futura ripresa, perchè i cicli economici sono sempre esistiti. Nel periodo di magra vanno male sia i produttori, sia i consumatori, sia gli intermediari, con la sparizione dal mercato di alcuni soggetti economici: probabilmente i più deboli, i meno garantiti e anche i meno coraggiosi e perspicaci. In un sistema come questo – il tasso di crescita di internet è comunque sempre in ascesa – non c’è un punto di equilibrio sul quale basare le nostre decisioni (se rimanere o uscire dal mercato): bisogna probabilmente lavorare di più, inventarsi qualcosa e non smettere di pensare che le cose cambieranno (la fiducia è una componente essenziale del mercato: se io consulente seo non ho fiducia nella capacità del mercato di assorbire l’investimento del cliente, che lavoro a fare?). Quando l’economia ricomincia a crescere, non succede nulla di metafisico: semplicemente aumenta la domanda. E a quel punto l’offerta sarà appannaggio di coloro che hanno resistito. Per questo motivo la pubblicità non deve mai cessare di esistere, anche se in un contesto come il nostro è molto più conveniente licenziare un consulente seo o un analista, piuttosto che un operaio, me ne rendo conto. Però è così che si tiene duro e si rilanciano i consumi.



