Tra le azioni più comuni che io svolgo prima di iniziare i lavori di posizionamento e ottimizzazione di un sito ve n’è una che le riassume tutte: la seo checklist. Avete presente quei film americani di fantascienza che vi mostrano i tecnici della Nasa intenti a dare il “Go!” prima di far partire un razzo? Ebbene, quella è una lista di controllo, necessaria e indispensabile quando si ha a che fare con numerose attività, spesso l’una consequenziale all’altra.
Nel posizionamento la checklist è fondamentale e ogni seo specialist ne ha una propria basata fondamentalmente sull’esperienza. Quando vedo qualcosa che funziona io annoto tutto e mi ripropongo di inserirlo in quello che chiamo pomposamente “protocollo di posizionamento”.
Ripetere lo schema per più siti consente di attribuire ai dati della checklist un valore di storicità, che è molto interessante e importante quando si ha a che fare con dei sistemi in continua evoluzione. Capita spesso che la stessa operazione non produca i risultati ottenuti altrove a causa di variabili, quasi sempre attribuibili al comportamento dei motori di ricerca. Queste variabili sono la prova provata dell’esistenza dei fattori di posizionamento: al seo specialist il compito di interpretare correttamente le variabili ed arricchire la checklist.
In verità esiste un buon numero di pratiche comuni, assodate, costanti che devono essere assolutamente messe in atto. Ma la domanda è: quanto può improvvisare lo seo specialist a dispetto della propria esperienza e di quella altrui? Al netto delle pratiche costanti l’esperienza fa la differenza. Un seo più esperto ha avuto a che fare con tutti gli aspetti negativi, tende a conoscere meglio gli “umori” del motore di ricerca ed è in grado di interpretare correttamente le variabili. Ma l’esperienza non è tutto. L’inventiva sorregge una buona azione di posizionamento quando l’obbiettivo del cliente non è quello di portare traffico e basta. Infatti, anche io sono convinto che una buona azione di posizionamento debba essere rivolta non tanto a portare visite o a far salire il sito nei motori di ricerca, quanto a soddisfare l’esigenza primaria del cliente, che dovrebbe essere quella di realizzare un ricavo.
Quello che non deve mancare nella testa di chi vuole posizionare il proprio sito è:
1) L’identificazione e la distribuzione delle parole chiave nelle pagine
2) L’ottimizzazione delle pagine in relazione alle parole chiave
3) La costruzione di un sito in modo gerarchico e organizzato
4) La creazione di contenuti originali in relazione all’obbiettivo finale del sito
5) La diffusione del sito nella rete
La vera differenza la si può fare:
1) Nella scelta dell’url del sito o delle pagine interne (o delle cartelle)
2) Nella scelta del tag title
3) Nella scrematura delle parole chiave correlate
4) Nella pianificazione globale del sito appena nato (un sito ideato avendo in mente il posizionamento e quindi il proprio obbiettivo è più performante)
5) Nella campagna di link-building
Le variabili più comuni che influiscono sul posizionamento sono:
1) L’anzianità della pagina
2) L’aggiornamento della pagina, se la freschezza del contenuto è fondamentale
3) La distanza, in termini di link, più o meno grande da siti autorevoli nell’argomento trattato dalla pagina
Pertanto se ne deduce che:
a) E’ più difficile posizionare un sito nuovo che un sito vecchio, anche se il posizionamento del sito vecchio è compromesso.
b) E’ utile aggiornare i propri contenuti, rivederli, modificarli e riconsiderarli
c) E’ meglio studiare accuratamente il circolo di amicizie di coloro che vi concedono un link. Purtroppo nel mondo del web non esiste la teoria dei 6 gradi di separazione. Potrebbero essere anche 600, ma il miglior link building possibile è quello rivolto a siti che hanno meno gradi di separazione da link autorevoli.


