Indirizzare il sito per Google Maps

by Pietro on 22 settembre 2009

in Consigli, Local, Posizionamento

lbc_overview_itIl posizionamento su Google Maps si sta continuamente evolvendo, per rispondere alla sempre più frequente ondata di spam. Il local business di Google Maps risponde all’elementare richiesta di aiuto dell’utente-consumatore, che on line trova una possibilità di scelta molto più efficace ed immediata rispetto alle chiamate telefoniche di Claudio Bisio o alle tradizionali “pagine gialle”. Il servizio di local business offerto dall’estensione Google Maps è l’esempio più lampante di quanto a Google abbiano le antenne dritte. Perchè sprecare la “mappatura” del mondo per dare indicazioni stradali? La connessione tra web organico e local web, attuata anche da altri motori di ricerca, rappresenta il superamento delle barriere digitali. Con Maps, in buona sostanza, la vostra attività potrebbe essere online pur senza possedere un sito che la pubblicizzi. Fare commercio o vendere servizi on line oggi è più facile e più in linea con le modalità del mercato terrestre.

Ho già spiegato altrove quali sono i suggerimenti da seguire per raccogliere link in entrata nel posizionamento su Google Maps. Ma come sappiamo il link è la moneta di scambio per presentare meglio il nostro sito e dopotutto posizionarsi sul Local Box è diverso rispetto al posizionamento organico. Un elemento che non deve sfuggire è l’indirizzamento, la geo-localizzazione del sito. Ci sono due modi per dire a Google dove si trova la nostra attività e come essa è collegata a un sito:

1) Iscrivere il sito nel Google Local Business Center, convalidando la scheda e ottimizzandola per i propri prodotti
2) Ottimizzare le pagine interne del sito avendo in mente la localizzazione geografica

Per quanto riguarda il primo punto, rimando a post successivi, anche se l’iscrizione è semplice, mentre l’ottimizzazione dev’essere intuitiva (non esistono trucchi, né segreti, ma particolari accorgimenti che anche Google considera dettati dal buon senso). Per quanto riguarda invece l’ottimizzazione delle pagine interne, non sto parlando della classica ottimizzazione on page che è utilissima e fondamentale nel posizionamento sul web organico, in realtà mi riferisco all’ottimizzazione di pagine apparentemente inutili, che invece possono accrescere il peso della nostra presenza nel local box.

Ogni sito che si rispetti, infatti, ha almeno una pagina di informazioni e contatti dedicata al pubblico. Ecco, un buon modo per geo-localizzare il sito è quello di non trascurare le informazioni sul “come raggiungervi” in maniera dettagliata e completa. Il numero del telefono deve ricomprendere il prefisso telefonico, mentre l’indirizzo sede dell’attività dev’essere lo stesso che avete comunicato nel punto 1, non solo, ma va scritto in forma rigorosa e convenzionale, cioè con la via, il numero civico, il codice di avviamento postale, la località e la provincia di appartenenza. Allo stesso modo va riscoperta la sezione del footer, che spesso è stata fonte di gravi problemi a causa di una over-ottimizzazione. Google oggi penalizza l’abuso di parole chiavi linkate a pagine interne in modo scriteriato, cioè non compatibile con la naturale navigazione del sito, mentre non dà peso alle informazioni canoniche che si aspetta di ritrovare a fondo pagina, a mo’ di riepilogo: login, info, contatti. Ecco: aggiungiamo l’indirizzo e il numero di telefono nella loro forma completa. Anche questo è un piccolo aiuto per scalare le pagine di Google Local Box.

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