Perché un link vale molto, ma non è un diamante

by Pietro on 28 ottobre 2009

in Link Popularity

Il web è un ecosistema complesso

Il web è un ecosistema complesso

Il contesto in una campagna di posizionamento di un sito è tutto, o quasi. Per contesto intendo l’ambiente nel quale viene diffusa e fatta crescere la popolarità di un sito, che comprende oltre al sito stesso (con i suoi contenuti) anche i link e le fonti ai quali è collegato, che a loro volta sono inseriti in un contesto, meglio se correlato. Il contesto è come un ecosistema nel quale tutto si tiene, in un delicato equilibrio: un habitat. La misura di questo equilibrio determina ragionevolmente il successo del sito nel web. Immaginate il vostro sito come un albero: può essere povero o rigoglioso. Una parte determinante nel suo sviluppo la giocano i contenuti, che appunto creano l’atmosfera, l’aria e il sole, senza la quale sarebbe impossibile pensare alle reazioni di fotosintesi. I link in entrata rappresentano il suolo, con il suo humus ricco di nutrienti e sali minerali, che accrescono le radici del sito, che rappresentano questo interscambio di trust e citazioni, tra link in entrata e link in uscita.

Nell’ambito della campagna di back-linking ciò che fa la differenza è ancora una volta il contesto. L’ipotesi di voler piantare un abete al livello del mare è suggestiva, ma noterete che non c’è l’habitat adatto, meglio un pino marittimo. Non si ottengono i giusti nutrienti e la fotosintesi in qualche modo non funziona a dovere. Pertanto nella scelta dei link in entrata, per quanto è possibile coltivare una scelta del tutto indipendente, è necessario sempre tenere conto del contesto nel quale si sviluppa il nostro sito.

Ciò che preme rilevare è che un link buono oggi, potrebbe essere dannoso domani, perchè il nostro non è l’unico albero e anzi, se volgiamo lo sguardo all’orizzonte, noteremo che il web è una foresta gigantesca, nella quale il parassitario sottobosco gioca un ruolo decisivo nel benessere complessivo del nostro habitat. Quindi scopriremo che Google è una sorta di grande ambiente vegetale particolarmente complesso e in grado di creare interazioni: il compito del consulente seo, molto ambizioso, ma estremamente difficile, è quello di provare a indirizzare queste interazioni, facendo in modo che attorno al nostro albero l’habitat si mantenga efficiente, sano, pulito e anzi fiorisca, dando acqua alle radici. Ma se la rete è una foresta ci sono alberi centenari e alberelli che nascono e muoiono nel giro di poco tempo, c’è il sottobosco spinoso che leva spazio alle radici e ci sono improvvisi formicai, che ci fanno comprendere che esista qualcosa di altro, di oscuro e – non me ne vogliano le oneste formiche – di molto spammoso…

Un link quindi non è mai per sempre. E la campagna di link building non può non tenere conto del fatto che la link popularity complessiva di un sito può impoverirsi nel tempo. L’esempio massimo credo sia suggerito dai link in entrata dalle directories. Una directory ha la presuzione di catalogare i siti e nel tempo ha perso questa funzione originaria, tematica, che piaceva molto agli albori del web. La directory è stata la prima vittima illustre di Google, inutile dirlo. Tuttavia, ancora oggi, l’inserimento nelle directory serve a fare affondare le nostre radici nel web. E come ho scritto un’altra volta, esse possono essere importanti per la catalogazione geografica del nostro sito.

Tuttavia, per come è fatta la directory, si capisce che il valore del link in entrata in molti casi tende a scemare. Lo dice l’esperienza e lo denuncia la tipologia di sito: i link vanno in profondità rispetto alla root, si prediligono per motivi economici i link sponsorizzati, che fanno perdere valore alla directory, i proprietari della stessa mostrano disinteresse se non c’è un realistico ritorno economico (non sono poche infatti le directory registrate dalle web agency, che danno un minimo di garanzia sulla loro sorte). Allo stesso modo il tasso di mortalità dei siti è molto elevato, proprio perchè ci si rende conto che non si guadagna in modo facile oggigiorno. Pertanto più dell’inutile pagerank occorre guardare altre cose quando si chiede una partnership o si cerca un link in entrata:

Nelle directories:
- Verificare da quanti anni è attiva
- Verificare l’ultimo sito inserito
- Verificare se c’è un controllo realistico sull’inserimento o se si tratta di un semplice free link
- Verificare se linka siti spammosi o molte risorse per adulti
- Verificare la coda di siti in registrazione, se è elevata (superiore a 800-1000) meglio lasciar perdere

Nei siti:
- Verificare i link in entrata del sito
- Verificare la data dell’ultimo aggiornamento o se il sito è aggiornato (lo si capisce anche dalla grafica, che è un buon indicatore del livello di aggiornamento del sito)
- Verificare i link in uscita, se cioè linka chiunque oppure è un sito saggio, che dosa bene questo importante strumento
- Verificare che non sia appena nato e che l’eventuale presenza su Google non dipenda da pratiche che nel tempo gli fanno perdere valore
- Verificare che non offra dichiaratamente link a pagamento
- Verificare che almeno qualche pagina interna abbiamo un minimo di credibilità, oltre alla home, in modo da suggerire soluzioni alternative

Con questi accorgimenti eviteremo di costruire una link popularity effimera e assicureremo una vecchiaia più serena al nostro piccolo alberello.

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Link baiting e posizionamento | Seo Blog
11 gennaio 2010 alle 09:46

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