PageRank di fine anno. Il 2010 è l’anno della sfida Facebook-Google

by Pietro on 2 gennaio 2010

in Google

energiaCome avrete notato Google ha aggiornato il PageRank della Google Toolbar. Questa mitica barretta verde energetica è ancora uno strumento valido per valutare la bontà del sito? A mio parere NO, eccetto che per un caso: che la barretta sparisca del tutto. Il grigio è un indizio molto, ma molto cattivo e indesiderato. Tuttavia per arrivare al grigio e per ottenerlo possono combinarsi diversi variabili e non tutte insuperabili, anzi. Se la pagina è penalizzata per contenuto duplicato, per riottenere la barretta verde (almeno la linguetta bianca, dai!) è necessario correggere la penalizzazione, cancellando le parti duplicate.

Attenzione che la duplicazione di contenuto investe anche la duplicazione dei meta tag, in particolare modo del meta tag “title”. Quindi non vi preoccupate del PageRank se non quando sparisce. Alcune variazioni della barretta verde testimoniano più che altro una riconsiderazione generale del sito da parte di Google. Una perdita secca nelle serp avviene solo in presenza di una forte penalizzazione e quindi di fronte a serp scalate in maniera non proprio ortodossa. Spesso avviene che siti con minor pagerank scalzino siti con maggior pagerank, perché semplicemente più congrui rispetto alla richiesta effettuata sul motore di ricerca.

Il segreto di Google è sempre uno solo: The Answer. Se la vostra pagina è in grado di rispondere correttamente a una domanda, una query sul motore, Google la premierà. La misura e la forza di questo premio sono date dalla autorevolezza complessiva del sito.

E per il 2010?
C’è chi ipotizza la sparizione del PageRank con il prossimo avvento di Caffeine, la rivoluzione di Google che consentirà una maggiore articolazione tra real time search e universal search. Io non sono un veggente, ma dico che ancora rimane un forte strumento di traino per la Google Toolbar, che all’inizio aveva il compito di velocizzare la navigazione tarpando le ali ai pop-up.

Oggigiorno la Google Toolbar ha caratteristiche più avanzate, come la gestione dei dati personali relativamente alla sessione id aperta. Il discorso è semplice: se Google sviluppa un prodotto vuol dire che non ha intenzione di abbandonarlo, almeno nel breve e medio periodo, per questo ritengo veramente strano che Google sviluppi la sua Toolbar e contemporaneamente metta fine al principale motivo per installarla. Dovrebbe far precedere questo periodo da una sorta di diseducazione al PageRank che, peraltro, persone del settore, come il sottoscritto, attuano già da tempo, facendo presente che la barretta verde è un indicatore esterno simile a un semaforo (ti dice quando puoi passare, ma non ti rivela nulla sull’esatta natura del traffico all’incrocio, da dove vengano le auto, dove continueranno e a che velocità procederanno). Insomma, la bontà del vostro sito non si desume dal PageRank, almeno non direttamente.

Diverso è il discorso sull’algoritmo. La tendenza è di considerarlo un po’ alla stregua di un elemento armonizzante, rispetto agli altri fattori che concorrono al posizionamento di un sito e che dunque vengono scremati dai vari algoritmi. All’inizio del decennio era diverso, la lotta contro lo spam era serrata (non che ora non lo sia) e il compito degli sviluppatori di Google era anzitutto quello di fornire un motore pulito. L’aver pubblicizzato troppo il pagerank, anche in maniera fintamente esoterica, fino a crearne una metafisica, con tanto di stress e ansia da prestazioni, si è ritorto contro Mountain View che ha dovuto inventarsi degli algoritmi per andare oltre e correggere tutte le distorsioni.

Un esempio su tutti era la crescita artificiale della link popularity basata esclusivamente sul pagerank  (alla quale seguiva una scostumata compravendita di link che snaturava le serp, non ponendo in posizione dei siti realmente di valore). L’introduzione di altri fattori ha sicuramente giovato alle pagine di risultati e oggi un sito non può essere piazzato e migliorato in funzione del pagerank.

Il miglior modo per avere un sito in grado di fornire la risposta è quello che sia congruo e preciso rispetto all’argomento trattato. Per congruità intendo che il sito non dev’essere necessariamente lungo, ovvero debordante di testo. Dipende dall’argomento. Meglio che sia preciso e univoco, in grado di fornire proprio quello che la gente sta cercando, in termini di precisione, originalità e logica. Il saper vagliare caso per caso, soprattutto basandosi sul proprio dato storico, consente a Google di regolarsi rispetto a ciascun sito, anche se questo appartiene a una tipologia allargata di siti.

Sfida Google-Facebook

facebookIl 2010 dovrebbe essere l’anno della real time search e di Caffeine. Francamente non so quanta strada possa fare Google nell’ambito della real time search. Io penso che il vero concorrente del motore di ricerca californiano non sia Bing, almeno nella sua conformazione attuale, ma Facebook (il sito più visitato del mondo). Per vari motivi:

a) E’ un sito di enorme successo che ha un chiaro futuro davanti
b) E’ un sito in grado di levare traffico al mercato delle ricerche

Sul punto A) c’è poco da dire, il vero problema di Facebook è monetizzare, ma come modello di sito ha un senso, è vincente, offre spazi di comunicazione reale, è social per definizione.

Sul punto B) c’è un fattore che lavora a favore di Facebook e che danneggia considerevolmente Google, anche se non sembra: il TEMPO. Le ore e i minuti trascorsi su Facebook, che ha la capacità di integrare fonti esterne (per definizione googlabili, cioè raggiungibili via Google), levano spazio alla libera navigazione determinata dalle serp di Google e che si genera seguendo i vari collegamenti tra i siti. Infatti, anche nella comunicazione quotidiana vi sarete accorti che non sono pochi che parlano delle loro esperienze su Facebook (“l’ho letto da un mio amico su Facebook“). Questo punto benché possa apparire pacifico è invece fondamentale: Facebook è un sito in grado di unificare tante opzioni a partire da una singola posizione, comodissimo dunque per chi lavora e sta su internet e fa qualcosa senza mai dover cambiare sito (navigando al massimo su profili ben visibili a partire dal nostro, questo a Facebook l’hanno capito fin dalla seconda versione).

Per rispondere a Facebook Google non può rendere ludica la navigazione, ma può ovviamente sperare di mantenere intatto il suo dominio sul  mercato delle ricerche, potenziando gli algoritmi e staccando gli avversari prima ancora che essi si azzardino a tentare di rispondere. Google può sperare che Facebook passi di moda (mai dire mai) e che il fenomeno social esploda in una bolla (difficile a mio parere perchè risponde a chiare esigenze comportamentali dell’essere umano), ma può anche pensare che Facebook non vorrà mai diventare un motore di ricerca alternativo.

Tutto sta nel valore dato al fattore TEMPO. Più tempo si trascorre in un sito, più persone lo fanno e più questo è rilevante, anche se a Google ciò non dovesse piacere.

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{ 7 comments… read them below or add one }

1 Pino gennaio 2, 2010 alle 14:00

Bella analisi di inizio anno. Ho condiviso su Twitter. Ma tu non ce l’hai un account lì? :-)

2 Pietro gennaio 2, 2010 alle 15:02

:-) Appena invento la macchina dilatatrice delle 23 lo faccio. E’ una macchina che espande il tempo a partire dalle 23.00 fino alle 00.00, triplicando l’ultima ora rimasta che mi regalerebbe di fatto un giorno di 27 ore.

:-) Grazie, buon anno! Ciao

3 yotewas gennaio 11, 2010 alle 23:29

facebook e’ gia’ morto. e non se n’e ancora accorto.

4 yotewas gennaio 11, 2010 alle 23:38

il social network in senso lato, ha lo scopo primario di mettere in contatto persone che di per se non si consocono, vedi meetic netlog e compagnia. Facebook in questo senso e’ in flop pazzesco, ossia, se non conosci, non trovi. Indi non serve a nulla. Ma vallo a spiegare ai giornalisti che di una boiata fanno tanto fumo… Motori del genere esistono da almeno 10 anni negli usa allo scopo di ritrovare compagni di scuola. Facebook e’ questo, il suo nome, e’ questo.

Che poi lo si voglia vendere x social network, di social non ha proprio nulla,
casomai un contact network, come una mega rubrica telefonica, nulla piu’.

E io tuttora non concepisco, o meglio, vorrei non capire purtroppo… , lo strauso che se ne fa.

Zuckerberg o come si chiama non e’ un genio, e’ un pirla che voleva trovare un suo vecchio amico, o quella fxxxga che non gliel’ha mai data.

E il mondo un crogiuolo di pecore, ipnotizzate da tg2,costume e societa’.

5 yotewas gennaio 11, 2010 alle 23:45

Il vero futuro? c’era gia’.

Era la chat a profili di msn. La chat mondiale. Con stanze a tema, globali.

L’hanno chiusa. nel 2003.

Come se i malintenzionati da allora fossero del tutto spariti.

6 Pietro gennaio 12, 2010 alle 08:15

di la verita yotewas, Facebook ti ha rotto qualche uova nel paniere

7 yotewas gennaio 13, 2010 alle 18:57

Eh! come no! io per lavoro faccio ritocchi fotografici, pensa te quanto ha influito sulle mie uova.

Cavolate a parte, quello che odio di oggi invece sai cos’e’ ? e’ la totale e assoluta mancanza di iniziativa
personale dell’ utente medio.

Io credo che di tutte le persone registrate in italia , almeno la meta’ (e parliamo di una bella fetta) si e’ iscritta mica perche’ gli interessasse !!

Ma perche’ magari lo ha fatto l’amico o l’amica , e cosi via . E questo tu
lo chiami social network ???
“Bisogno primario dell’uomo quello di fare conoscenze” ???

Io lo chiamo “rincoxxxxnimento globale” .
Scusa ma con tutto il rispetto, hai piu’ probabilita’ di fare conoscenza se fai con una persona un tragitto in ascensore , che su facebook.

E se di qualcosa mi debbo dispiacere, e’ che una persona ci faccia milioni su queste cose, quello mi dispiace, non certo x me che per fortuna non ne ho bisogno, vedi non sempre le persone agiscono per tornaconto personale.

La mia era solo un opinione, su quella che mi pare diventata la piu’ colossale stupidaggine degli ultimi 10 anni . Personalmente ,ripeto, vorrei solo che questa generazione di ragazzi non fosse presa cosi spudoratamente per i fondelli e aprisse gli occhi sulla grande inutilita’ di questo
portale, e ti potrei citare (cosi’ non pensi che sono di parte) altri cento social
dove davvero si “conoscono” delle persone, ora io so solo baddoo netlog meetic myspace poi googlando ho visto linkedin, credo ci fosse un hi5 o simile, ecco
il mio concetto e’ entri nel social, e scopri “davvero” persone diverse, nuovi interessi, ecc, non che cerchi per nome il vicino di casa!!!! altrimenti, a che xxxx serve????!
Tutto qui! Ed e’ per questo che spero che si sgonfi, perche’ io credo nel premiare le idee, e quella di questo tizio, mi e’ parsa una colossale
“travisata!” dei suoi intenti iniziali. Quindi, merito x merito, credo vada premiato piu’ chi ha aperto i siti di anime gemelle, tanto poi lo scopo e’ sempre uguale….

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