Durante il weekend mi sono bevuto un po’ di litri di social network marketing. La mia idea era quella di scovare un sito non troppo famoso, che pur rinunciando al posizionamento naturale, avesse trovato una valida alternativa nel social network. Un modo di raggiungere i clienti efficace, intelligente, originale.
Negli scorsi giorni ho denunciato quello che potrebbe essere identificato come il grosso male delle aziende italiane, o meglio del rapporto tra i social network e aziende italiane. Pensare al Social Network e ai profili in esso contenuti come a una pagina statica, che si rinnova con le notizie aziendali. Mesi fa chiesi a un mio amico imprenditore se fosse interessato a firmare un contratto di posizionamento e marketing sui motori di ricerca, per la sua azienda che produce liquori ed essenze di bacche. A parte il fatto che mi chiese subito uno sconto, il punto è che rifiutò – senza capire troppo cosa avessi in mente – dicendo di voler puntare su Facebook. La sua filosofia non era sbagliata: produce liquori e grappe di qualità, ma che irrimediabilmente, su quel social, finiscono per attrarre solo i fans.
Non mi sono preoccupato di chiedergli se la sua azienda avrebbe necessità di un supporto di vendite online, né se riuscirebbe a soddisfare il boom di vendite derivante dal posizionamento (sta indietro su tutte le chiavi principali). Il punto della questione è che anche la sua pagina Facebook è stata colpita dal virus dell’immobilismo. Page fan e aziendali che vengono aperte, occupando un vanity url, al fine di completare la presenza online. Ho già avuto modo di spiegare che non conta essere presenti, ma fare presenza. Cioè in buona sostanza, fino a che siamo di fronte al PR di un locale che ti invita al prossimo happy hour ci può stare, Facebook funziona da promemoria, ma per un’azienda che lancia al massimo uno, due prodotti l’anno e tiene eventi semestrali e ha solo notizie sociali (è proprio il caso di dire…) cosa succede? Con cosa riempie la pagina di Facebook?
Ecco qui torniamo al punto di partenza e alla mia sbornia di sabato. Pescando in rete ho trovato questa pagina di facebook, direttamente collegata al sito Bimbibelli.com, che si occupa prevalentemente di abbigliamento per neonati e bambini. L’aspetto che mi ha molto colpito è l’idea che sorregge la pagina fan di facebook, che conta oltre 17 mila adesioni. Ignoro come li abbiano cercati, mettiamo che abbiano spammato a destra o a manca, non è questo il punto: il fatto davvero vincente di questa pagina è l’attività quotidiana basata su semplici idee di marketing, che trainano fortemente il sito e che di fatto generano la fidelizzazione.
In particolare, strepitosa per la sua semplicità (e nemmeno originale, se non in questo contesto), è la trovata del concorso per il “pancione più bello” (le future mamme vivono la maternità come un miracolo, un’esperienza talmente personale che va condivisa), utile quella di postare le foto dei bimbi vestiti con l’abbigliamento venduto dallo store (i bimbi in foto sono un soggetto evergreen). La cosa notevole è che il sostegno viene tutto dai fan, che spingono le discussioni e rinnovano giorno dopo giorno l’interesse.
Come potete vedere non c’è traccia di notizie aziendali (noiosissime), se non quelle che potrebbero davvero interessare: cioè i concorsi di cui sopra (si vince un Ipod, altro must) e quelle di nuove assunzioni, che sono forse la miglior prova del successo di questa azienda che ha saputo fare del social uno strumento vincente.



{ 2 comments… read them below or add one }
Devo dire che questo Bimbi belli ha avuto un’idea davvero grandiosa… è riuscito in pieno a mettere in pratica il giusto spirito dei Social network, ovvero “non spammare” ma diffondere informazioni utili e soprattutto ha reso la sua comunicazione non un monologo, ma un dialogo, capace di coinvolgere (engage) il suo target! bravo… tutti dovrebbero prenderne esempio!
Ciao Marghe.
Esatto: ravvivare una pagina dandogli un contenuto, senza per questo intaccare l’immagine del sito al quale è collegata. Sono idee semplicissime (chi non fa un concorso per accapparrarsi i clienti? Funziona dai tempi dell’Uovo Kinder questa cosa :-D), però nel contesto hanno un significato particolare, fidelizzano tanto i fans, che non sono solo dei recipienti di informazioni spammose (e quasi tutte inutili).
{ 3 trackbacks }