FACEBOOK COMPIE 6 ANNI CON 400 MILIONI DI UTENTI
Einstein non l’avrebbe mai immaginato. Eppure un secolo dopo le sue grandi scoperte sulle interazioni tra spazio e tempo, sulla rete mondiale il fattore T relativo al tempo, che volgarmente possiamo chiamare DURATA, torna ad essere centrale.
Oggi le scoperte tecnologiche sono tutte volte a dare corpo al fattore T. Pensateci bene: il cellulare che cosa è? Un telefono che ci permette di essere contattati ovunque noi ci troviamo. Si chiama annullamento della distanza, cioè in termini consumistici, impiego del fattore T. Quando esisteva solo il telefono fisso il consumo telefonico, la bolletta, era molto meno salata se stavamo sempre fuori casa per lavoro. Il cellulare nella maggior parte dei casi, sostituisce questo vuoto e crea consumi a tutte le ore.
Ma il Tempo non può essere occupato dal cellulare e basta, per motivi pratici e perchè si deve lavorare. Allora perchè non passare agli Smartphone, per non dire ai nuovi ritrovati della tecnologia, tipo l’I-Pad?
Sulla rete accade lo stesso. Da quando internet ha cominciato a pullulare di contenuti, creati dagli utenti, il vero fattore rilevante a livello economico è tornato ad essere il Fattore T. Con una precisazione: il UGC si è estremamente evoluto e l’occupazione del tempo è passata da residuale (basata su applicativi da scaricare in rete e utilizzare off-line) a totalitaria (basata su siti che offrono applicazioni da utilizzare esclusivamente on-line). Il consumo del tempo è divenuto parte integrante del consumo di traffico; ma mentre prima il traffico veniva convogliato su più siti alla ricerca di risorse, adesso si convogliano le risorse su pochi siti che consentono di far trascorrere il tempo dedicandosi ad applicazioni tra le più disparate. Facebook integra una funzione video, la chat, il networking, le risposte immediate, le immagini e una serie di applicativi a scopo ludico, che tengono incollato l’utente al sito social.
Questo fattore T pertanto, più che essere compresso, viene dilatato. Ma sul Tempo c’è poco da scherzare: 24 ore sono sempre 24 ore e Google, come già scrissi tempo fa, ha capito che il fattore Tempo incide sul volume generale di ricerche effettuate nel motore. Ecco perché anche Google è dovuto venire a patti con il fattore Tempo: la real time search non solo lo evoca, ma rende chiaro il concetto che anche su Google si possono trovare elementi “in tempo reale” tipici dei social network sites più in voga.
Qualcuno addirittura ipotizza che Facebook potrebbe prendere il posto di Google, come principale aggregatore delle fonti di informazione. In realtà Facebook veicola già tanto traffico sui siti di media e notizie e non è un caso che molti giornali, specie negli Stati Uniti, abbiano una propria pagina Facebook con la quale postare in real time le notizie più interessanti. Il Corriere della Sera oggi annuncia la sua.
Il Fattore Tempo non può essere strizzato più di tanto. La strada del futuro, secondo Apple, per esempio, è un applicativo in grado di organizzare il tempo, un applicativo che accentri in un solo strumento voce, immagini, video, contenuti. Facile? 24 ore sono sempre 24 ore.
Se è così può esserci lo scoppio di una bolla relativa al Social? Se tutti i siti si affidano agli utenti, se il social commerce implode, se ogni sito, per tenere gli utenti al suo interno, si affida a una sezione social (che comprenda interazione attiva tra gli utenti) e se tutti i siti, parlo di quelli dominanti nei settori principali che trainano gli emulatori, facessero così potrebbe veramente succedere che alla fine la moda del Social esploda in una fragorosa bolla? E se dovesse accadere, quale futuro attende la rete?
I social network sites hanno un futuro nella misura in cui non arriva un diretto concorrente a spazzarli via, offrendo, di volta in volta, un plus che prima non c’era o non era stato sviluppato sufficientemente (si pensi al passaggio da MySpace a Facebook). L’unica soluzione reale è aumentare il novero delle cose che si possono fare in rete, a questo punto nasceranno siti e applicativi utili per farle: i siti social nascono come una naturale evoluzione della rete, sono estremamente “umani”, figli dei comportamenti sociali aggregativi, che sono connaturati.
Il tempo però resterà sempre quello.


