Il settore del turismo è estremamente competitivo, nessun dubbio. La competizione è dovuta al fatto che:
1) La prenotazione è un classico strumento online, semplice da realizzare. Il viaggio è al riparo da sgradite sorprese se si organizza prima.
2) Il web 2.0 sembra creato a immagine e somiglianza del turista o meglio, dei suoi desideri: recensioni, foto, informazioni, video. Ogni elemento concorre a rafforzare l’idea della prenotazione.
3) L’elemento localistico come evoluzione dei motori di ricerca e in particolare di Google si attaglia bene alle ricerche di tipo turistico, che sono dominate dalla stringa: [hotel] [località geografica].
L’aspetto più interessante del mercato turistico online è dato dal fatto che c’è un alto livello di conformazione verso standard di media qualità (per non dire bassa) che interessa anche la grafica. Per un certo periodo abbiamo assistito al trionfo della grafica standardizzata nei grandi portali di booking online. Ora che il social ha preso piede le recensioni e i giudizi dei viaggiatori, uniti alle foto e ai video fanno da complemento alle informazioni di base. Anzi, sembra impensabile fare una prenotazione prima di aver consultato queste fonti: il turista è in genere un utente sopra la media, quasi avanzato.
Eppure, nonostante questa messe di informazioni, se guardiamo alla totalità dei siti di alberghi notiamo che essi sono molto scarni e uniformati. Una sezione fotografica spesso completa i contenuti testuali, nella maggior parte dei casi didascalici e poveri di notizie. Il modulo di booking online è l’unica ragion d’essere, mentre il resto delle risorse viene utilizzato per un guestbook, spesso poco incentivato, e per la classica traduzione nelle lingue straniere. Non meravigliamoci del fatto che partendo da questi presupposti si debbano sudare le tradizionali sette camicie per far salire il sito e battere la concorrenza.
L’unica vera agevolazione viene appunto dai concorrenti, che si trovano nella medesima situazione. Quando poi il sito è nuovo, intendo appena nato, allora il posizionamento richiede degli sforzi che il budget messo a disposizone non è in grado di contemplare: ci vuole inventiva, fortuna, e un forte lavoro sui contenuti.
Invece una sicura differenza la farebbe l’organizzazione del sito. Lo dico veramente: basta con questi siti di 7-8 pagine, poveri di testi, non integrati, de-contestualizzati dal resto della rete. Quando mi viene affidato l’incarico di posizionare un sito di un hotel, catechizzo al massimo il cliente su quelle che io sento come delle esigenze inderogabili.
Non ci si può posizionare bene su una chiave ad influenza “localistica”, evitando di parlare diffusamente del luogo. Per cui, ogni volta che pensate di volervi posizionare su una chiave ad impatto geolocalistico, abbiate cura di dare peso al fattore local, perchè su quello vi giocate parte della “pertinenza” del contenuto.
Inoltre esistono strumenti per integrare foto e video, come sapete, attraverso siti ad alto impatto sociale, che prediligono l’aspetto localistico o che sono in grado di fornire ricerche localistiche (basate sui tag). Il sito del vostro albergo dovrebbe tenere conto di questo fattore, quando pensate di metter su la classica “gallery”.
Il modo migliore per partire col piede giusto rimane quello di creare siti pertinenti, che abbiano una struttura di base logica, che premia i contenuti. Un sito di un hotel non può essere pensato avulsamente rispetto alla località di riferimento. I contenuti testuali devono vertere su due grandi ramificazioni:
1) Contenere parole chiavi riguardanti l’attività turistica e i servizi ad essa collegati.
2) Contenere parole chiavi riguardanti l’aspetto geolocalistico, con tutto ciò che ne consegue.
Questo fatto è importantissimo perché le ricerche si fanno sempre più conversazionali, e accanto alla stringa [Hotel] [Località] l’utente formula domande basate su frasi lunghe, alle quali il sito dev’essere in grado di poter rispondere. Le pagine meglio ottimizzate devono essere quelle che in genere sottostimate e non valorizzate, per fretta o perchè pensate che basti una mappa di Google (o peggio un’immagine) a fornire le risposte all’utente.
Se invece seguite questi consigli, noterete un effettivo miglioramento del posizionamento, in particolar modo quando date peso e sostanza alle pagine:
a) Dove Siamo, che dev’essere considerata come la pagina perno per parlare diffusamente del luogo e degli eventi a esso collegati (non dimenticate mai la massima principale del turismo online: si promuove la località e le occasioni di divertimento, non l’albergo).
b) Come Arrivare, che può essere usata per rinforzare l’elemento localistico, anche in previsione del posizionamento su Google Maps.
In fondo si tratta di ripetere sempre gli stessi concetti: 5 minuti in più del vostro tempo dedicati ai contenuti fanno la differenza, meglio se questi contenuti sono scritti e pensati in modo professionale, altrimenti è tempo perso comunque. E ricordate: l’analisi delle parole chiavi, soprattutto di quelle parole collegate alle principali, farà fare il salto di qualità definitivo.



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Ciao Pietro, ti dispiace se pubblico questo sul prossimo numero di WTM C Magazine ?
Concordo in pieno con le tue considerazioni :-)
Figurati! Grazie anzi, ciao :-)
Già che ci sono…rilancio! Se non ti dispiace vorrei pubblicare con continuità i tuoi post relativi al turismo che reputo sempre interessanti e pertinenti. Che faccio procedo d’ufficio senza chiederti ogni volta il permesso???
Si, ma certo, se li ritieni interessanti fai pure :-) a me non dispiace affatto, anzi. Mi prenderò però la briga di dirti grazie adesso per il resto, con procedura d’ufficio :-)
Molto interessante e credo che questi spunti possano saperli solo persone che magari da tempo svolgono questo mestiere, non sono cosi veloci da capire per chi non si è mai occupato sul web di turismo / hotel / ecc.
Grazie
L’articolo è piendo di spunti interessanti, per chi, come me, sta rifacendo il proprio sito web. grazie delle dritte
* Francesco Caruccio, grazie a te per il commento. Sono suggerimenti pratici.
*Francesco, se stai rifacendo il sito pensa fin da subito alle parole chiavi con le quali intendi posizionarlo. Stabilisci fin dall’inizio delle sezioni importanti che ospiteranno il contenuto e agisci di conseguenza e in coerenza con quanto approntato all’inizio.
Inutile dire che i copywriter sono sempre bistrattati (come mi sembra di averti già detto in un precedente post) e in Italia spesso non vale la formula “Content is King!”.
Menomale qualcuno riconosce il nostro valore… o perlomeno la nostra utilità!
tombola! :-)
Molto interessante… vorrei però porre una domanda.
Come si può ovviare al problema della geolocalizzazione dei portali?
Mi spiego meglio. Se mi accordo con booking, venere etc… il problema della visibilità è legato alla posizione geografica dell’albergo. Nel mio caso non essendo in un centro conosciuto, difficilmente riuscirò ad avere contatti che creano prenotazioni/indicizzazione interna al portale… un cane che si morde la coda….
Ciao Filippo,
la ricerca all’interno dei portali è sicuramente di tipo localistico, se però la località non è conosciuta, come tu dici, non risponde a delle ricerche.
Il fatto è che – come ripeto sempre – non bisogna pubblicizzare l’hotel, ma il luogo. Se la tua località è degna di essere visitata, il tuo sito, la tua attività di marketing online, dev’essere volta a farla conoscere, altrimenti è un investimento perduto.
Per cui, prima di pubblicizzare l’hotel domandati se vale la pena venire nella tua località. Se si, fai in modo che si sappia e concentrati su quello.
Ricorda sempre: la gente va in vacanza nei posti, non negli alberghi. Ciao.
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