Specchietti per le allodole

by Pietro on 11 febbraio 2010

in Turismo

Ebbene si, la crisi suggerisce sempre più aggressività nelle politiche commerciali legate alla pubblicità in rete. Proprio stamattina ho ricevuto una mail di un cliente che mi chiedeva come comportarsi di fronte a una invitante proposta pubblicitaria.

Un famoso marchio operante nel settore ricettivo gli ha proposto un’inserzione nel suo portale a un costo abbastanza elevato, ma non troppo, se teniamo conto del valore del brand proponente. Dov’è allora l’inghippo?

Chiedendomi consiglio e dunque una decisione, l’ho invitato a rifiutare perché dal punto di vista del posizionamento c’erano solo svantaggi, non bilanciati dall’accostamento al marchio.

1) In primo luogo l’accostamento al marchio non era sostanziale, né esclusivo, né portava reali vantaggi di visibilità (cioè trasferimento del prestigio, tipico di queste operazioni).

2) Il link in entrata che veniva offerto era troppo costoso rispetto al fatto che tecnicamente veniva ospitato nella home page, ma nei fatti non lo era, in quanto era ospitata sulla home la pagina dell’inserzione. Il link all’interno di questa pagina aveva poco valore in quanto questa pagina era condivisa con chi aveva accettato la proposta.

3) La sezione delle inserzioni era fantasiosamente chiamata “Collegamenti Sponsorizzati”, un invito esplicito a seguire il link a pagamento e penalizzarlo.

4) La pagina dell’inserzione prevedeva un collegamento ipertestuale e basta. Non c’era un anchor text rilevante, ne un contesto letterale che lo rinforzasse, inoltre non c’era alcuna omogeinità geografica nella catalogazione delle inserzioni, che erano sponsorizzate e basta.

5) Il costo dell’operazione superava abbondantemente qualsiasi beneficio derivante da una partnership col marchio, che ha tutta l’aria di vendere inserzioni a pagamento tanto per prendere i soldi e chi si è visto si è visto.

Questi 5 punti cosa ci dicono? Che internet, per gli albergatori e in genere gli operatori del turismo, è pieno zeppo di specchietti per le allodole, che traggono in inganno. In questo caso la proposta era sufficientemente robusta da ipotizzare che fosse una tantum, della durata di un anno (un classico); in molti altri casi, sfruttando l’ignoranza complessiva di alcuni meccanismi, questi sistemi vengono introdotti a prezzi speciali, quasi irrinunciabili, che hanno l’unico scopo di preparare l’albergatore ad offerte successive normalmente più onerose.

Se non si ha una campagna di posizionamento e web marketing aperta con un professionista o un’agenzia specializzata nel servizio, il consiglio è di fare attenzione e di non lasciarsi trascinare dalla foga, quando analizzate le mille proposte che vi giungono nella casella della posta. Attenzione soprattutto a quel tipo di proposte che hanno tutta l’aria di essere importanti per il fatto che sono accompagnate da un marchio conosciuto o da feedback degni di nota. Se avete un sito in crescita, sufficientemente posizionato, la strategia peggiore è procedere a tastoni, acquisendo link in entrata che non porteranno alcun beneficio.

In particolare, quando vi offrono inserzioni a pagamento, abbiate cura di valutare i seguenti aspetti:

a) Verificate che la pagina che ospiterà il link abbia un certo valore, il modo migliore per farlo è controllare attraverso la Google Toolbar che la barretta del PageRank non sia totalmente grigia. Se non la trovate su Google scrivendone l’indirizzo completo, vuol dire che presumibilmente è penalizzata.

b) Verificate che la stessa pagina sia rilevante dal punto di vista testuale, cioè non si limiti ad ospitare una serie di link e basta.

c) Verificate che la pagina non sia linkata dalla home o da altre pagine con anchor text del tipo “Collegamenti Sponsorizzati”, “Sponsored Links” e via discorrendo.

d) Non pagate mai per un’inserzione in una classica pagina di “Link” o “I Nostri Partners”.

e) Verificate che non ci siano più di 15 link in uscita (30 se il prezzo è medio) e che questi link siano raggrupati secondo una catalogazione per argomento (anche geografico).

f) Verificate che il link in uscita sia nella forma canonica (<a href…).

g) Verificate che il link in uscita non abbia l’attributo nofollow, verificate che la pagina sia sufficientemente autorevole per l’argomento principale presente nel testo di presentazione (se non è presente alcun testo verificate la bontà delle descrizioni dei link, se non ha nemmeno quelle è una directory a pagamento…)

h) In genere evitate di acquistare link. Valutate esattamente il rapporto tra costo e beneficio, tenendo bene a mente che Google non vede di buon occhio tutti quei fattori che adulterano le serp e il posizionamento naturale.

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