Io so di non sapere, per questo sono sapiente. Ad essere socratici oggi si passa per pazzi o al massimo per sbruffoni. Peggio è quando qualcuno è assolutamente sicuro da poter dire “Io so che tu non sai”: anche questa potrebbe passare per impudenza, ma a pensarci bene, di fronte a certi casi eclatanti è il minimo che si possa fare.
Come ripeto da diverso tempo, Internet ha svelato molta dell’ignoranza da livello pre-scolare che attanaglia i giovani italiani, intendo soprattutto gli adolescenti. Facebook ha contribuito a portare alla luce questo aspetto, perché ha messo in mano un mouse a gente che prima non sapeva nemmeno accendere un computer. Non che ci sia nulla di male, anzi, apprezzo questa post-scolarizzazione digitale, che in qualche modo concorre ad abbattere il digital divide.
Purtroppo però la massa degli adolescenti italiani ha smesso di imparare, dopotutto la scuola italiana è scesa in tutte le graduatorie e – ahinoi – questo declino coinvolge anche la scuola elementare. Dico queste cose perchè un anno fa per lavoro avevo effettuato delle ricerche ed ero rimasto forse più sorpreso che amareggiato. Quando parlo di ignoranza non mi riferisco al Sapere, non voglio essere frainteso… ma penso che manchino i fondamentali e persino le sfumature.
Un particolare dove non siamo cresciuti proprio è l’utilizzo della lingua inglese, che invece è fondamentale sulla rete, soprattutto in ambito professionale (ma anche per allargare il campo delle proprie conoscenze: il seo per esempio offre il meglio in lingua inglese). La malattia è cronica e non mi pare così scontato che esista una cura, una volta avvenuta la diagnosi.
Per concludere dico che siamo messi veramente male, che anche Google lo sa e in Suggest ci fornisce un saggio della propria potenza (e della vera natura semantico-logica del motore di ricerca, che fa capire molte cose a chi voglia posizionare un sito). Un’ora fa stavo cercando distrattamente delle informazioni su Alexander Haig, un politico americano, che credo sia stato un generale dell’esercito, con un passato da segretario di stato, deceduto il mese scorso. Un uomo politico prestigioso che ricordavo a malapena, ma che dovevo per forza rivedere in volto… la curiosità nelle ore di lavoro è insanabile.
Ebbene stavo scrivendo su Google.it la parola “Haig…” e indovinate cosa è venuto fuori?
Come vedete Google sa benissimo che il misspelling è una pratica diffusa tra gli italiani, che potrebbero non trovare quanto cercano, semplicemente perchè non lo sanno scrivere. Curioso no?




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Eh già Pietro hai ragione! anche io da poco mi sono resa conto ad esempio che you tube è cercato come iutub, iutube …..:) bella sfida per il SEO!
ciao e complimenti per il blog!
Ciao Lidia! Grazie! E complimenti a te per i tuoi interventi che ho letto qua e là ;-)