Negli ultimi tempi Google aveva ripulito un po’ alcune serp local, evitando perciò di estremizzare la tendenza che aveva portato avanti dal 2006 in poi. La tendenza però è rimasta e tutto il mondo del web sta diventando “local”, cioè in un modo o nell’altro si esprime per preferenza geolocalistica. Come mai questo? Direi che se vogliamo metterla in termini spudoratamente economici, questa tendenza aumenta di netto il tasso di conversione delle applicazioni. Non a caso tutta l’area di sviluppo del “mobile”, relativamente alla parte web, sarà molto incentrata sui fattori geo-localistici, perchè è ovvio che un terminale web portatile di quelle dimensioni, ma con quella potenza, può risultare estremamente utile se viene legato alle “risorse” che può offrire la zona dove ci troviamo nell’istante in cui interroghiamo il motore di ricerca (o l’applicazione su Facebook e la ricerca di notizie su Twitter).
In Italia il posizionamento su local è affidato quasi esclusivamente al Google Local Box di Google Places. Per esperienza posso dire che essere posizionati nel Local Box sopperisce al posizionamento naturale sul web, per motivi che si possono facilmente comprendere. Pertanto, anche se la mappa assorbe solo una percentuale dei click in home page, va considerato che sta al top della pagina, a conferma del valore dato al fattore local da Google.
I fattori di posizionamento su Google Places
Per essere posizionati nel box, oltre ad aver completato e personalizzato la scheda di Google Maps, occorre assolutamente puntare su alcuni elementi.
Distanza dal centro – ipotizzando che ogni località abbia un centro geografico (che spesso corrisponde al centro storico, identificato da un codice di avviamento postale), la distanza da questo centro concorre al posizionamento nella mappa. Minore è la distanza dal centro, maggiore è la possibilità di salire. Questo fattore gli anni scorsi era più importante, ma nel tempo si è affievolito, anche se rimane essenziale. Google ha da pochi mesi esteso l’area geografica delle ricerche nelle vicinanze.
Contenuto - come nel posizionamento sul web ordinario, anche il posizionamento su Maps richiede un concorso del contenuto. Anzi, in questo caso è necessario che il concorso del testo sia fattivo, porti cioè un arricchimento delle informazioni presenti sul sito. Nel caso di un sito turistico, come ripeto sovente, le informazioni sulla zona geografica, sul territorio, sugli eventi principali, non fanno altro che confermare la connessione del sito alla zona geografica. Le parole chiavi vanno calibrate secondo sinonimi e correlate tipiche del posizionamento naturale, organizzando le informazioni secondo il modello gerarchico più volte menzionato in questo blog. E’ assolutamente sconsigliato riempire di keywords localistiche pagine che non hanno un’impronta geografica, legata al territorio.
Link in entrata - un sito con maggior autorevolezza scala meglio il local box di un sito poco autorevole, quindi i link in entrata costituiscono un fattore necessario. A parità di condizioni però faranno la differenza quegli inbound link che otteniamo da siti a forte connotazione local, comprese anche quelle directories che offrono una catalogazione su base regionale (a patto che siano di media e buona qualità). Per gli operatori turistici, pertanto, sarebbe importante che il loro sito venisse linkato da siti correlati geograficamente, anche se non facenti parte della stessa area tematica (es.: un hotel di Livigno può essere linkato da un sito sugli impianti di risalita dela stessa località).
Citazioni – a differenza del posizionamento nel web tradizionale, il posizionamento su Google Maps è influenzato dalle “citations”, cioè dalle citazioni dal sito anche non accompagnate dal classico link (es.: www.ottimizzaseo.com). Attenzione però: la citazione ha valore solo se accompagnata dai classici riferimenti localistici, che confermano il valore “geografico” della citazione: numero di telefono, indirizzo comprensivo di cap, coordinate geografiche. Quando distribuite la carta di identità del vostro sito, dunque, assicuratevi di farlo in maniera completa e univoca, facendo in modo che queste informazioni siano inserite in un ampio contesto (in senso letterale), marchiato a fuoco da elementi localistici.
Recensioni – tutta l’area dell’user generated content che risente di un elemento localistico contribuisce a determinare il posizionamento nel local box. Le recensioni, in particolare, apportano notevole punteggio. La domanda è: ne servono molte o poche? Buone o cattive? Risponderò più compiutamente con un post in fase di definizione, diciamo che le recensioni devono essere continue nel tempo. La percentuale delle recensioni cattive non dev’esser alta, è inutile precisarlo.


