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Il posizionamento su Google nel 2017: puntiamo sulla qualità

Posizionare un sito web nel 2017 non è la stessa cosa che farlo nel 2007, ma siamo di fronte a un tendenza che si può leggere con esattezza se analizziamo i dati a nostra disposizione. Fin dall’uscita degli aggiornamenti Panda, Penguin e Hummingbird Google ha intrapreso una strada a favore della qualità rispetto alla quantità. Tuttavia, a partire dal 2016 e accentuando le premesse fatte proprie nel biennio precedente, il motore di ricerca di Mountain View sta operando una svolta epocale nel modo di indicizzare e posizionare i siti: sta cioè preferendo gli argomenti alle keyword.

Ma cosa significa tutto questo per il mio sito?

Per posizionare su Google un sito nel 2017 occorre dunque prestare attenzione non tanto alle parole chiave, tenendo a mente che sono sempre importanti, ma alle query, cioè alle specifiche ricerche degli utenti. Ogni volta che decidiamo di scrivere qualcosa sul web dobbiamo porci nella condizione di dover offrire al lettore un contenuto di qualità. Il contenuto di qualità è quello che – da un’analisi delle SERP (pagine di risultati) – risulta essere più esaustivo, autorevole ed affidabile. La caratteristica dell’esaustività è quella che spiega meglio come mai il vecchio ricorso alle “keyword” oggi potrebbe pagare molto meno che in passato.

Contenuto esaustivo e completo sull’argomento

Google è passato all’argomento perché con Hummingbird intende esplorare le possibilità della query. Ricordo che quando ho iniziato a fare posizionamento, più di 15 anni fa, si parlava spesso di “espansione della query”. È strano come nel tempo si sia perso questo particolare concetto, perché era fondamentale, importante e lo è di più oggi, in un’epoca di informazioni in real time che possono addirittura distorcere il meccanismo democratico, come vediamo con la proliferazione delle notizie false.

In sostanza un testo esaustivo è un contenuto completo, in grado di fornire all’utente tutte le informazioni che richiede, anche quando non le abbia espressamente richieste. Google cioè inferisce il fatto che siccome un utente cerca una determinata informazione è assai probabile che ne cerchi una collegata ad essa. Ne discende che a posizionarsi meglio sarà quel contenuto che contiene e spiega l’informazione (o meglio risolve i problemi connessi all’informazione) richiesta, ma anche quella potenziale. Da tempo infatti sostengo, confortato da osservazioni, analisi e fatti, che non sia più possibile posizionarsi su una big keyword, contrassegnata da un alto livello di traffico e da un’eccessiva concorrenza, se non si è in grado di posizionarsi nelle keyword di minor impatto, ma più di nicchia.

Cosa è un contenuto autorevole per la SEO?

Il contenuto oltre che esaustivo, dev’essere anche autorevole. Immaginate di essere un chirurgo alle prime armi e che dobbiate affrontare il vostro primo intervento su un paziente. La cosa migliore da fare per assicurare il buon andamento dell’operazione è probabilmente farsi affiancare da un collega esperto, che ci può aiutare e guidare. Accade lo stesso con i piloti degli aerei: il primo ufficiale meno esperto affianca il comandante, che lo aiuta e lo istruisce. Vale lo stesso principio di referenza con i contenuti. Un articolo autorevole è tanto più autorevole quanto più proviene da fonti riconosciute. Google ha molti sistemi per riconoscere se una fonte è autorevole. Ad esempio, è perfettamente cosciente del fatto che io sia un consulente SEO e che presti consulenza in questo campo, ci sono tante pagine web a confermarlo.

Ma si può ottenere un effetto di autorevolezza ancor più rilevante, se nel mio contenuto richiedo il supporto di altre fonti, proprio come l’ausilio fornito dal comandante al primo ufficiale. Citare fonti importanti, non aver paura di linkare esternamente contenuti rilevanti che possono fornire effettivamente una spiegazione, un approfondimento, un surplus di conoscenza, aumenta le possibilità che il nostro contenuto sia ugualmente autorevole.

Inserire informazioni e dati affidabili per posizionarsi

posizionamento-googleInfine, il contenuto per essere di qualità dev’essere affidabile. All’inizio di quest’anno Google ha voluto porre l’accento su tutte quelle fonti inaffidabili che, per la loro natura, ingannano il lettore. Sono contenuti contraddistinti da un intento tipicamente spammoso, volendo indurre l’utente a compiere azioni indesiderate, come compilare dei moduli per estorcere dati personali, condurli verso moduli di pagamento fraudolenti, far scaricare virus, malware e trojan. Oppure sono pagine create con l’intento di sfruttare l’autorevolezza di altri siti, generando confusione nel nome del sito, ovvero presentando come vere notizie che sono assolutamente false o non verificate o ancora tentano di sostituirsi a siti autorevoli copiano il loro contenuto.

L’affidabilità delle notizie è tanto più importante, quanto maggiore è la richiesta di trasparenza e veridicità del settore cui appartiene il sito. È importante – per posizionarsi meglio su Google nel 2017 – che le informazioni siano inserite all’interno di una cornice affidabile (un sito che tratta di VIP e cronaca rosa sarà meno affidabile, quando pubblica un articolo che parla di una ricerca scientifica ad esempio). I link che utilizziamo per attribuire autorevolezza devono fornire conoscenza, essere utili, in modo che alla fine del nostro contenuto, il lettore sia soddisfatto e possa condividere sui social le informazioni.

Quanto conta la user experience nella SEO

Il fattore della user experience rileva quanto altri fattori di posizionamento tradizionali, che pur non perdendo in peso, col passare del tempo saranno calmierati dal comportamento degli utenti. Google dispone di strumenti presenti nei computer, nei tablet e negli smartphone di tutti per noi per comprendere e ottenere informazioni circa il nostro comportamento all’interno del sito. Basta fare login con Gmail, usare Chrome, entrare in siti che usano Analytics, usare la ricerca di Google su smartphone perché si prestino questo genere di informazioni. Dati, analisi, numeri che verranno utilizzati in seguito per capire se un sito è veramente utile.

Caratteristiche di un sito che si posiziona su Google

In buona sostanza, e per chiudere, per posizionare un sito nel 2017 occorre creare siti (o pagine) altamente rilevanti. A queste vanno accoppiate le naturali implementazioni seo che rientrano nell’armamentario di un buon specialista:

  • una ottimizzazione on page perfetta che non trascuri alcun elemento (title tag, corpo del testo, presenza di elenchi puntati e numerati, una buona tag description, leggibilità, presenza di titoli e di grassetti, immagine di qualità opportunamente ottimizzate).
  • una radicale scelta verso l’opzione mobile, preferendo sempre pagine scarne, ma veloci da leggere, ricche di contenuti e prive di fronzoli.
    eliminare gli elementi che rallentano il sitoavere dei link in entrata di qualità che confermino effettivamente che nel sito ci sono contenuti condivisibili, autorevoli e affidabili.

 

Sul punto dei link in entrata va fatta questa chiosa finale: aggiungere link in entrata (backlink) al sito favorirà senz’altro il posizionamento. Ma è una scorciatoia che alla lunga, di fronte a un sito di scarsa qualità, non conduce da nessuna parte. Il concetto che dobbiamo considerare è quello del link “earning”, del guadagno del link. Un link anche artificiale sembrerà tanto più guadagnato, quando esso premierà un contenuto degno di nota. Altrimenti, se otteniamo link di qualità per contenuti che non hanno valore, prima o poi accenderemo la bandierina rossa che precede solitamente una penalizzazione algoritmica o manuale.

Fonti: http://searchengineland.com/guide/seo/content-search-engine-ranking guida al contenuto di qualità.
Google sui contenuti di qualità: https://support.google.com/webmasters/answer/6001093?hl=it
Cosa è Google Hummingbird: http://searchengineland.com/google-hummingbird-172816