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	<title>Seo Blog &#187; Marketing</title>
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	<description>Notizie e approfondimenti su Google, Bing e i motori di ricerca</description>
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		<title>Crisi: prendere esempio da Google</title>
		<link>http://www.ottimizzaseo.com/2009/07/18/crisi-prendere-esempio-da-google/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 07:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Link Popularity]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Seo per Google]]></category>

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		<description><![CDATA[I risultati della seconda trimestrale di Google sono chiari e ben al di sopra delle attese. Il motore di ricerca di Mountain View ha registrato ricavi in crescita del 3% su base annua. Difficile dire immediatamente perché, la spiegazione più semplice è che si tratti di una stabilizzazione della crisi, come affermano in California.
Ciò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_489" class="wp-caption alignleft" style="width: 252px">
	<a href="http://www.ottimizzaseo.com/wp-content/uploads/2009/07/google-chrome-logo.jpg"><img class="size-full wp-image-489" title="google-chrome-logo" src="http://www.ottimizzaseo.com/wp-content/uploads/2009/07/google-chrome-logo.jpg" alt="Google insiste con Chrome" width="252" height="252" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Google insiste con Chrome</p>
</div>
<p>I risultati della <a href="http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,353690/Google_l_utile_trimestrale_sale_a_1_48_miliardi.aspx" target="_blank">seconda trimestrale</a> di Google sono chiari e ben al di sopra delle attese. <span class="testo_news">Il motore di ricerca di Mountain View ha registrato ricavi in crescita del 3% su base annua. Difficile dire immediatamente perché, la spiegazione più semplice è che si tratti di una <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24s2401_ART_100792,00.html?lw=2401;2" target="_blank">stabilizzazione della crisi</a>, come affermano in California.</span></p>
<p>Ciò che mi preme sottolineare, semai, è che Google durante la grande crisi (che ancora persiste e che miete disoccupazione) non ha mai calato gli investimenti pubblicitari. In Italia c&#8217;è la tendenza a rinchiudersi, facendo calare la pubblicità: <strong>si taglia sul marketing</strong>, pensando che sia superfluo. Non mi riferisco alle grandi aziende ovviamente, ma alla media generale, fatta di operatori di piccole dimensioni.</p>
<p>Google in questo periodo non è stata ferma, ha implementato nuove soluzioni per la <a href="http://notebookitalia.it/google-profitti-in-crescita-nonostante-la-crisi-6080.html" target="_blank">raccolta pubblicitaria</a> e il management è fermamente convinto che YouTube comincerà a produrre utili. Si aggiunga il ventilato sviluppo del<strong> sistema operativo Chrome OS</strong>: annunciare il lancio di nuovi prodotti in un periodo nero ha un forte valore simbolico.</p>
<p>Quello che voglio dire, in buona sostanza, è che la pubblicità non si deve mai fermare, nemmeno in periodi come questi. Anzi, essendo il mercato un sistema darwiniano, tende a sopravvivere unicamente chi sa<strong> cavalcare la tigre della futura ripresa</strong>, perchè i cicli economici sono sempre esistiti. Nel periodo di magra vanno male sia i produttori, sia i consumatori, sia gli intermediari, con la sparizione dal mercato di alcuni soggetti economici: probabilmente i più deboli, i meno garantiti e anche i meno coraggiosi e perspicaci. In un sistema come questo &#8211; il tasso di crescita di internet è comunque sempre in ascesa &#8211; non c&#8217;è un punto di equilibrio sul quale basare le nostre decisioni (se rimanere o uscire dal mercato): bisogna probabilmente lavorare di più, inventarsi qualcosa e non smettere di pensare che le cose cambieranno (la fiducia è una componente essenziale del mercato: se io consulente seo non ho fiducia nella capacità del mercato di assorbire l&#8217;investimento del cliente, che lavoro a fare?). Quando l&#8217;economia ricomincia a crescere, non succede nulla di metafisico: <strong>semplicemente aumenta la domanda</strong>. E a quel punto l&#8217;offerta sarà appannaggio di coloro che hanno resistito. Per questo motivo la pubblicità non deve mai cessare di esistere, anche se in un contesto come il nostro è molto più conveniente licenziare un consulente seo o un analista, piuttosto che un operaio, me ne rendo conto. Però è così che si tiene duro e si rilanciano i consumi.</p>
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		<title>Un posizionamento flessibile a seconda del mercato?</title>
		<link>http://www.ottimizzaseo.com/2009/07/06/posizionamento-turismo-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 12:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Local]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel marketing turistico le destinazioni sono l&#8217;alfa e l&#8217;omega del posizionamento web. Le ricerche su google riguardanti le strutture turistiche sono, infatti, convenientemente appaiate al nome della località. La stringa che viene maggiormente ricercata è la combinazione &#8220;hotel + nome della località&#8221; (e lo stesso vale per &#8220;bed and breakfast&#8221; o &#8220;agriturismo&#8221;), raramente un turista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_450" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px">
	<img class="size-medium wp-image-450" title="viaggio" src="http://www.ottimizzaseo.com/wp-content/uploads/2009/07/viaggio-300x191.jpg" alt="In viaggio" width="250" height="159" />
	<p class="wp-caption-text">In viaggio</p>
</div>
<p>Nel <strong>marketing turistico</strong> le destinazioni sono l&#8217;alfa e l&#8217;omega del <a href="http://www.ottimizzaseo.com">posizionamento web</a>. Le ricerche su google riguardanti le strutture turistiche sono, infatti, convenientemente appaiate al nome della località. La stringa che viene maggiormente ricercata è la combinazione &#8220;hotel + nome della località&#8221; (e lo stesso vale per &#8220;<em>bed and breakfast</em>&#8221; o &#8220;agriturismo&#8221;), raramente un turista che si decide a prenotare via internet si organizza sulla scorta di informazioni molto generiche.</p>
<p>Queste considerazioni suggeriscono più di un&#8217;inferenza nell&#8217;ambito dello studio dei comportamenti, molto importante quando si tratta di studiare un tracciato statistico o pianificare una campagna di web marketing: il turista è un utente medio consapevole, di livello superiore all&#8217;utente medio della rete, che è poco alfabetizzato sulle potenzialità del web.</p>
<p>Infatti, la prenotazione online richiede la compilazione di un form e un tipo di navigazione interattiva assai diverse della semplice navigazione a scopo informativo. Allo stesso modo il turista che ricerca la prenotazione in rete non ama improvvisare: se prenota in rete è per organizzarsi, oltre che per risparmiare. Questo vuol dire che il turista non è soggetto a particolari sbalzi di umore. In buona sostanza, i dati volumetrici sul mercato turistico online sono completamente influenzati dal mercato tradizionale, perchè il comportamento in rete segue una curva ipotizzabile in partenza, non soggetta a particolari trend online che ne perturbano l&#8217;andamento.</p>
<p>Quest&#8217;anno è uscito un dato molto interessante. Nella bella stagione già iniziata  in Italia arriveranno <a href="http://www.confcommercio.it/home/ArchivioGi/2009/ESTATE-2009-VALUTAZIONI.doc_cvt.htm" target="_blank">meno stranieri</a>, ma si muoveranno più italiani. Che effetti può avere nell&#8217;ambito del marketing online questa notizia? Beh, se io fossi un operatore turistico che si è affidato a un consulente o a un&#8217;agenzia per una campagna di posizionamento, deciderei di concentrarmi maggiormente sul mercato italiano. Una campagna web ben fatta può arrivare a scoprire quali tipi di turisti sono interessati alla nostra area di riferimento. Un operatore furbo deve poter interpretare questi dati forniti dal seo, magari offrendo promozioni nei week end a determinate categorie di persone.</p>
<p>Se si ha un budget a disposizione si può comunque incentivare il mercato estero andando a fare marketing targetizzato sui motori di ricerca stranieri, laddove il confine della località è un po&#8217; meno specifico (per i tedeschi, esempio, una vacanza in <em>Sardinien</em> è più localizzata che per gli italiani e pertanto, in non rari casi, Villasimius potrebbe coincidere con Alghero nella media dei bisogni e dei gusti).</p>
<p>Ciò che serve verificare è se esistano delle costanti consolidate nei comportamenti dei turisti, tali da riflettersi nel mondo delle <strong>ricerche online</strong>, che è quello che ci riguarda. Io penso che il turista-navigatore di internet abbia assunto comportamenti standard che possono essere interpretati a vantaggio dei proprietari delle strutture ricettive. Spesso c&#8217;è la tendenza a considerare il commercio online come una forma differente dal commercio terrestre. Non è vero: le dinamiche sono sempre le stesse, far avvicinare domanda e offerta, nell&#8217;ottica della soddisfazione di un bisogno. La rete è solo più comoda, e questa comodità, caso invece raro nel commercio tradizionale, viene offerta a prezzi più bassi.</p>
<p>&#8212; Vedi anche <a href="http://www.ottimizzaseo.com/consulenza/posizionamento-hotel/" target="_blank">Posizionamento Hotel</a></p>
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		<title>La specializzazione del SEO</title>
		<link>http://www.ottimizzaseo.com/2009/07/03/la-specializzazione-del-seo/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 05:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fattori]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[La regola che sembra dare maggiori frutti sulla rete è quella della specializzazione (in inglese: niche, nicchia). Il motivo è semplice e la rete suggerisce la metafora comprensibile: l&#8217;oceano è vasto, pieno di prede e predatori, tutti devono sapersi distinguere per recitare un ruolo. Sia lo squalo, sia il tonno. Se questo principio è vero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_444" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px">
	<img class="size-medium wp-image-444" title="pescirete" src="http://www.ottimizzaseo.com/wp-content/uploads/2009/07/pescirete-300x225.jpg" alt="Per un Seo è opportuno distinguersi" width="300" height="225" />
	<p class="wp-caption-text">Per un Seo è opportuno distinguersi</p>
</div>
<p>La regola che sembra dare maggiori frutti sulla rete è quella della specializzazione (in inglese: niche, nicchia). Il motivo è semplice e la rete suggerisce la metafora comprensibile: l&#8217;oceano è vasto, pieno di prede e predatori, tutti devono sapersi distinguere per recitare un ruolo. Sia lo squalo, sia il tonno. Se questo principio è vero, soprattutto nei progetti di marketing non affiancati da un sufficiente brand, allora perchè non trasferirlo anche all&#8217;esterno della rete, nel mondo del lavoro.</p>
<p>Penso che il futuro del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)" target="_blank">posizionamento sui motori di ricerca</a> si giocherà sul fattore della diversità, della specializzazione. Google è certamente onnicomprensivo (e onnivoro), ma il segreto del suo successo è che riesce a integrare in un&#8217;unica interfaccia diverse applicazioni con la semplicità classica che si porta dietro fin dal suo esordio in rete. Basti pensare alla sua home page e a cosa succede quando si accede alle applicazioni dell&#8217;account.</p>
<p>Pertanto penso che anche il <a title="seo specialist sardegna" href="http://www.ottimizzaseo.com/">SEO specialist</a> possa differenziarsi e provare a seguire una specializzazione, con una buona possibilità di aumentare le proprie entrate e mettere in carniere più successi. Ci si potrebbe specializzare nel marketing turistico, nel local business marketing, in quello aziendale classico, nel marketing di e-commerce, nella promozione di blog o servizi di social network. In effetti ciò dovrebbe aiutare a focalizzarsi su una dinamica di problemi: conoscere il mestiere del cliente, non solo il sito, approfondire le notizie che provengono da quel campo, accrescere di esperienza e confrontare dati più omogenei attraverso i quali inferire non solo i comportamenti standard degli utenti, ma anche quello degli spider rispetto a siti più o meno simili. Insomma, non è mai troppo tardi per prendersi una specializzazione e costruirsi un portfolio di clienti-tipo. Siamo in un paese occidentale, la rete è globale, se l&#8217;economia non tracima del tutto c&#8217;è sempre modo di crescer professionalmente.</p>
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		<title>Guadagnare on line: serve costanza</title>
		<link>http://www.ottimizzaseo.com/2009/06/17/guadagnare-online-segreti/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 13:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Come business on line è l&#8217;unico al mondo che cresce del 200% al mese&#8220;.
Conversazione sentita questa mattina vicino al tavolino del bar, durante una pausa. Il tipo era in giacca, nonostante il caldo che si schiattava&#8230; non portava cravatta, parlava al telefono e a voce alta&#8230;
Classico caso di fregatura in diretta. Oh, magari è davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>&#8220;<em>Come business on line è l&#8217;unico al mondo che cresce del 200% al mese</em>&#8220;.</p>
<p>Conversazione sentita questa mattina vicino al tavolino del bar, durante una pausa. Il tipo era in giacca, nonostante il caldo che si schiattava&#8230; non portava cravatta, parlava al telefono e a voce alta&#8230;</p>
<p>Classico caso di fregatura in diretta. Oh, magari è davvero così, ma ne dubito. Il tema del guadagno on line si accosta ad un avverbio che tecnicamente tiene in mano la fregatura e non la molla fino a che non ci siete dentro fino al collo: FACILE.</p>
<p>La convinzione che il guadagno on line sia facile è dovuto al fatto che la rete trasmette il senso dell&#8217;immediatezza (sempre che non usiate un vetusto modem 56k e in questo paese impossibile is nothing&#8230;). Lo scorso fine settimana mi sono registrato sul sito della EA Sports, nota casa di videogiochi, perché è molto funzionale: si può effettuare il download di un gioco originale, con tanto di numero di licenza, seduti comodamente di fronte al computer. Che c&#8217;è voluto? Il numero della carta di credito e via&#8230;</p>
<p>La sensazione di velocità estrema, aumentata dall&#8217;espansione della banda a disposizione, è la prima fregatura che entra in gioco: in verità si spende velocemente, ma il guadagno, intendo quello vero, suscettibile di farvi pensare di lasciare il lavoro, è molto lento e tarda ad arrivare. Detto questo bisogna dire che la prima dote per guadagnare on line è quella che manca principalmente a chi si fa attirare dalle false luci dell&#8217;immediatezza: la pazienza.</p>
<p>Meglio: la costanza.</p>
<p>In particolare non esiste un serio progetto di guadagno che non abbia a che fare con un medio-lungo termine, pertanto, prima ancora che un &#8220;business plan&#8221;, serve una buona dose di costanza, impegno, perseveranza e testardaggine. Oltre a un numero concreto di ore che potreste sottrarre alla vostra attività principale, quella che per adesso vi sostenta.</p>
<p>Infatti, la rete è piena di progetti abbandonati e di domini in vendita che già dal nome suggeriscono l&#8217;idea fallita di guadagno. Gli spammatori professionali, al contrario, sanno che il guadagno facile esiste, ma non è duraturo per definizione a causa della feroce guerra dei motori di ricerca allo spam. Ma ci credete se vi dico che gli spammers sono i più testardi e costanti lavoratori della rete? Lo spam tuttavia non conviene: va organizzato su larga scala, serve una filosofia di vita e di rete tutta particolare, e soprattutto è adatto a chi ha più conoscenze.</p>
<div id="attachment_409" class="wp-caption alignnone" style="width: 300px">
	<a title="guadagnare online" href="http://www.ideasoldi.com/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-409" title="soldi_donna" src="http://www.ottimizzaseo.com/wp-content/uploads/2009/06/soldi_donna-300x139.jpg" alt="guadagnare online" width="300" height="139" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Idee per fare soldi</p>
</div>
<p>Il <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/04/l-illusione-di-guadagnare-con-un-blog.html" target="_blank">guadagno su internet via blog</a> è stato da poco argomento di discussione in uno dei blog che leggo: tesi contrapposte come sempre, anche se concordo con l&#8217;autore quando ritiene che, al momento, in Italia vi siano dei limiti strutturali che non depongono a favore del guadagno col blog.</p>
<p>Il modo migliore per guadagnare on line in Italia, a tutt&#8217;oggi, oltre ad avere un sito seguito, di tendenza, che faccia contatti e venda pubblicità (e che quindi, di rimando, offra veramente qualcosa), è quello di dar vita a un progetto che renderebbe molto meglio di quanto accadrebbe se venisse svolto nel modo tradizionale. E&#8217; un concetto complicato, ma non tanto: se avete un albergo, un sito ben posizionato, concorrenziale, spregiudicato, può portarvi più clienti che mai. Ma nessun si alza la mattina per dire: bene, mi compro un albergo e vendo prenotazioni on line! Il caso più semplice è in realtà quello del negozio on line, il caro e vecchio commercio. Negozio che per estensione letterale potrebbe significare un sito che diffonde (anche gratis) delle applicazioni di successo, che pertanto introita dal traffico.</p>
<p>Un altro modo per avere guadagni è certamente quello di proporsi come esperti di un argomento, che potrebbe benissimo essere più futile (le porte sono sempre aperte per chi ha molto da dire&#8230;), importante è che l&#8217;argomento generi traffico qualificato e che sia interessante e che lo dominiate sia dal punto di vista della conoscenza, sia dal punto di vista del mercato on line. Più facile a dirsi che a farsi.</p>
<p>Diciamo, in linea di massima, che il web può aiutare molto certi settori di nicchia, soprattutto del commercio (es.: alimentari di media-lunga conservazione legati a particolari territori, merchandising di prodotti e brand da collezione, arte e antiquariato&#8230;), nel superamento delle barriere mercelogiche tradizionali quali la distanza, il costo di trasporto et cet&#8230;</p>
<p>In Italia coloro che guadagnano dal web spesso lo fanno tenendo in piedi più progetti (non parlo ovviamente di brand famosi), a dimostrazione del fatto che un&#8217;idea e una giornata di lavoro a settimana non bastano proprio.</p>
<p>CLICCA SU <a href="http://www.ideasoldi.com/" target="_blank">IDEASOLDI.COM</a> PER LE IDEE SU COME GUADAGNARE ONLINE.</p>
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		<title>Arriva Google Profiles: una mossa anti-Facebook</title>
		<link>http://www.ottimizzaseo.com/2009/04/22/arriva-google-profiles-una-mossa-anti-facebook/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 13:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Dipinta come l&#8217;anti-Facebook, l&#8217;applicazione di Google  si perfeziona, unificando ricerca organica e identità di Google. Nel mirino di Mountain View non c&#8217;è tanto il mercato del social, quanto conoscere maggiormente i gusti degli utenti, al fine di perfezionare le ricerche, con un targeting dei risultati orientato sui gusti e sul local search.
Il fenomeno è già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Dipinta come <a href="http://blogs.computerworld.com/google_profiles_pave_the_way_for_global_directory_facebook_killer" target="_blank">l&#8217;anti-Facebook</a>, l&#8217;applicazione di Google  si <a href="http://googlesystem.blogspot.com/2007/12/google-profiles.html" target="_blank">perfeziona</a>, unificando ricerca organica e identità di Google. Nel mirino di Mountain View non c&#8217;è tanto il mercato del social, quanto conoscere maggiormente i gusti degli utenti, al fine di perfezionare le ricerche, con un <strong>targeting dei risultati</strong> orientato sui gusti e sul local search.</p>
<p>Il fenomeno è già conosciuto in YouTube, che pian pianino si è trasformato in un grande motore di ricerca video (che comporterà la chiusura anticipata dell&#8217;inutile Google Video): una volta che guardiamo qualche video loggati col nostro account (di gmail o YouTube), al prossimo ingresso il sistema ci suggerirà dei video più o meno correlati.</p>
<p>Questo suggerimento è presente anche nella ricerca organica, come segnalato in un altro mio intervento sul carattere <a title="universal search" href="http://www.ottimizzaseo.com/2009/04/04/google-motore-di-ricerca-universale/">universale di Google</a>. Profiles segue la tendenza: provare a marcare i gusti dei navigatori attraverso le loro ricerche e attenzione: gli interessi comuni, i motivi di aggregazione tipici dei siti di social network, come Facebook o MySpace. Comprendere maggiormente i gusti, orientare perciò gli annunci pubblicitari per nicchie o aree di ricerche, sfruttando la corrente di Facebook e perché no? la vanità di ciascuno di noi, che ama cercarsi, trovarsi, contarsi.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 335px">
	<img title="Google Profiles" src="http://www.ottimizzaseo.com/images/landing1.png" alt="Google Profiles" width="335" height="228" />
	<p class="wp-caption-text">Google Profiles</p>
</div>
<p>In California lo <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/google-world/google-profile/google-profile.html?ref=hpspr1" target="_blank">spiegano così</a>: &#8220;Molte persone usano Google per cercare se stessi &#8211; dichiara Joe Kraus, direttore del product management di Mountain View &#8211; tanto per vedere quante e quali informazioni che li riguardano sono accessibili online, e sono di solito scontenti dei risultati. Infatti, la maggior parte degli utenti ha poco controllo su quello che appare su Google, e a volte <strong>i risultati della ricerca sono dominati da persone che hanno una grande presenza sul web</strong>. Utilizzando Profiles, mettiamo tutti allo stesso livello, e offriamo a tutti la possibilità di scegliere le informazioni che vogliono mostrare&#8221;.</p>
<p>In buona sostanza si invita a lasciar perdere la ricerca organica per quanto riguarda la ricerca specifica delle persone, per provarla su <a href="http://www.google.com/profiles" target="_blank">Profiles</a>, sul quale non conteranno i normali criteri di posizionamento in vigore nella ricerca organica. Ho provato l&#8217;interfaccia di profiles: una volta che Google non ha rintracciato il mio profilo (non l&#8217;avevo abilitato), mi ha infatti rimandato alla ricerca organica.</p>
<p>Profiles dunque vuole levare a Facebook non tanto la leadership sui siti di social network e contatti con le persone realmente conosciute, quanto la &#8220;quota di mercato ideale&#8221; delle ricerche sulle persone. Oggi per cercare un nome, infatti, non si sfrutta più Google, o meglio, è molto più semplice e redditizio cercare sullo strumento &#8220;trova amici&#8221; di <a title="facebook" href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a>. La possibilità di gestire un &#8221; profilo&#8221; su Google, sfrutta tutte le applicazioni in dote a Mountain View, come <a title="picasa" href="http://www.picasa.com" target="_blank">Picasa</a> per le foto, <a title="youtube" href="http://www.youtube.com/" target="_blank">YouTube</a> per i video, Maps per i luoghi (&#8220;my places&#8221;), GTalk per l&#8217;instant messaging, <a title="blogger" href="http://www.blogger.com" target="_blank">Blogger</a> per i blog e via discorrendo. Unificare, universalizzare, conoscere. Per poi orientare la ricerca e i risultati in modo concreto e specifico, con un risvolto positivo anche nell&#8217;ambito pubblicitario, che è ciò che interessa veramente a Google. L&#8217;obbiettivo di fondo è duplice: aumentare l&#8217;uso delle applicazioni di Google (che offrono <strong>spazi pubblicitari integrati e targetizzati</strong>), conoscere i gusti degli utenti per specifiche tipologie di prodotto.</p>
<p>Il <strong>Social Bookmarking</strong> è un canale ideale, un passaggio obbligato. E Google non poteva di certo stare troppo lontana da questo mondo, che in sè fatica a produrre ricavi, ma che in prospettiva è validissimo come veicolo promozionale di massa.</p>
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