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	<title>Seo Blog &#187; pagerank</title>
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	<description>Notizie e approfondimenti su Google, Bing e i motori di ricerca</description>
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		<title>PageRank Update 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 16:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il secondo aggiornamento del pagerank arriva a Pasqua, dopo quello di Capodanno, o meglio della notte di San Silvestro. Questo significa che questo è il primo aggiornamento della barretta verda sulla toolbar di Google per il nuovo anno. Ancora una volta alla vigilia di una festa&#8230; precisamente l&#8217;update è iniziato nella notte tra il 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il secondo aggiornamento del pagerank arriva a Pasqua, dopo quello di Capodanno, o meglio della notte di San Silvestro. Questo significa che questo è il primo aggiornamento della barretta verda sulla toolbar di Google per il nuovo anno. Ancora una volta alla vigilia di una festa&#8230; precisamente l&#8217;update è iniziato nella notte tra il 2 e 3, credo con notevole senso dell&#8217;ironia, da parte di Google. La de-costruzione del mito del pagerank continua, anche se ormai ha uno suo status indipendente.</p>
<p>Ho avuto quest&#8217;ora libera oggi, dopo il pranzo pasquale, e ne ho approfittato per fare una cosa meschina: far correre il mio software col quale monitoro il ranking dei miei clienti. Ebbene, in un caso esemplare ho portato il pagerank da 0 (sito nuovo) a 3 nel giro di 4 mesi e mezzo&#8230; effetto del nuovo pagerank acquisito? Ancora nessuno&#8230; tutto è restato come prima, non che non lo sapessi, ma è per comunicarvelo ufficialmente. Buona Pasqua ancora.</p>
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		<title>Aggiornamento Pagerank di giugno</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella notte c&#8217;è stato un piccolo sussulto di barretta verde. E&#8217; il secondo aggiornamento nel giro di un mese e mezzo, davvero inusuale. E pensare doveva andare in pensione!
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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Nella notte c&#8217;è stato un piccolo sussulto di barretta verde. E&#8217; il secondo aggiornamento nel giro di un mese e mezzo, davvero inusuale. E pensare doveva andare in pensione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ossessione del Pagerank</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 10:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fattori]]></category>
		<category><![CDATA[Link Popularity]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[link popularity]]></category>
		<category><![CDATA[pagerank]]></category>

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		<description><![CDATA[In molti siti di scambi link o che offrono iscrizioni a directories, ancora oggi, nell&#8217;Aprile del 2009, un fattore di convincimento e stimolo allo scambio è il valore del pagerank. Un esperto seo sa che questo criterio non può essere preso oggettivamente alla base di una valida campagna di link-building.
Il pagerank, come detto opportunamente qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In molti siti di scambi link o che offrono iscrizioni a directories, ancora oggi, nell&#8217;Aprile del 2009, un fattore di convincimento e stimolo allo scambio è il valore del pagerank. Un <strong>esperto seo</strong> sa che questo criterio non può essere preso oggettivamente alla base di una valida campagna di link-building.</p>
<p>Il pagerank, come detto <a title="tagliablog pagerank" href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/04/aggiornamento-pagerank-aprile-2009.html" target="_blank">opportunamente qui</a>, potrebbe persino andare in pensione. Mi chiedo allora come si regoleranno coloro che lo assumono a base di una campagna di popolarità del sito. Attenzione: non voglio dire che non è più importante, ma che non può essere preso come base per stabilire il valore di una pagina.</p>
<p>Se devo cercare un link per il mio sito l&#8217;occhio può certamente cadere sulla mitica barretta verde. Ma terminata questa fase di fascinazione, che affonda le radici in un comportamento standardizzato da anni e difficile da debellare, io vado subito a verificare la bontà della pagina e la prima cosa che faccio e farlo con Google.</p>
<p>Ossia, verifico la stabilità del sito negli indici, vedo come è posizionato per le chiavi di ricerca che dichiara principali e secondarie, ne analizzo i siti che ha linkato, verifico se ha potenzialità di espansione negli indici, se è aggiornato, se non è scritto male, se non contiene elementi dannosi, se non linka, anche incidentalmente, risorse spam e così via. Insomma, più che farmi affascinare da un ipotetico <strong>pagerank</strong> 5, mi attivo per controllare che un eventuale link guadagnato sia inserito in un contesto stabile, suscettibile di migliorare. Altrimenti potrei ritrovarmi ad aver chiesto oggi un link a un sito con pagerank elevato che potrebbe scadere nel giro dei prossimi mesi.</p>
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		<title>I fattori negativi del posizionamento</title>
		<link>http://www.ottimizzaseo.com/2009/04/07/i-fattori-negativi-del-posizionamento/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 09:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fattori]]></category>
		<category><![CDATA[Link Popularity]]></category>
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		<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa può colpire il tuo posizionamento su Google? Ci sono diversi fattori che concorrono alla perdita di posizioni o alla mancata scalata sulle prime pagine, e non sono tutti elementi che si deducono ragionando inversamente rispetto ai fattori positivi.
In primo luogo bisogna dire che un sito con una pessima ottimizzazione on page, privo di reputazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Cosa può colpire il tuo<strong> posizionamento su Google</strong>? <span id="more-273"></span>Ci sono diversi fattori che concorrono alla perdita di posizioni o alla mancata scalata sulle prime pagine, e non sono tutti elementi che si deducono ragionando inversamente rispetto ai fattori positivi.</p>
<p>In primo luogo bisogna dire che un sito con una pessima ottimizzazione on page, privo di reputazione, con bassa o inesistente <strong>link popularity</strong> ha molte difficoltà ad emergere dall&#8217;oceano di pagine indicizzate. Una corretta indicizzazione dei contenuti è altrettanto auspicabile: il sito va costruito in modo che lo spider non abbia difficoltà a leggerlo.</p>
<p><img class="size-full wp-image-275 alignnone" title="err" src="http://www.ottimizzaseo.com/wp-content/uploads/2009/04/err.jpg" alt="err" width="425" height="314" /></p>
<p>Tra i fattori senza dubbio negativi però posso segnalare:</p>
<p>1) <strong>la mancanza di testo o testo con contenuto spam o simile a spam</strong> &#8211;&gt; questo fattore è decisamente importante. Il testo stabilisce l&#8217;argomento del sito e pertanto fissa le ricerche principali e correlate all&#8217;jndirizzo. E&#8217; semplice: se tratto di scarpe, non dovrò parlare di automobili. Perché? Perché non c&#8217;è correlazione logica, perchè svio l&#8217;utente, perchè non concorro a esaudire una buona ricerca. In altri casi, se peggioro la situazione inserendo testo spammoso, che strizza l&#8217;occhio all&#8217;utente meno smaliziato, con parole chiavi sensibili su argomenti notoriamente con grossi volumi di traffico, beh, è probabile che arrivi la penalizzazione.</p>
<p>2) <strong>pochi link in entrata, poca varietà di link</strong> &#8211;&gt; diversificare le fonti di link in entrata. Non servono &#8220;millemila&#8221; link, così come non serve iscrivere il sito in 500 directory. Il rischio è quello di crescere immediatamente nel posizionamento, ma di crollare e letteralmente sparire nel giro di due settimane. Diversificare dunque: ottenere link in modo naturale, spontaneo, grazia alla bontà dei contenuti. Da siti tematici, blog e anche qualche buona directory.</p>
<p>3) <strong>comprare i link, per supplire alla loro mancanza</strong> &#8211;&gt; nel <a title="google webmaster tools" href="http://www.google.com/webmasters/tools/" target="_blank">webmaster tools</a> di Google, c&#8217;è un collegamento molto chiaro che denuncia la politica di Mountain View rispetto alla compravendita di links (venduti un tanto a pagerank&#8230;): &#8220;<a href="http://www.mattcutts.com/blog/how-to-report-paid-links/" target="_blank">report paid link</a>&#8221; (segnala link a pagamento). Qual è il significato di questa conclamata avversità? Semplice. Il link acquistato deforma la <strong>filosofia di Google</strong>, basata sulle citazioni autorevoli derivanti da un contenuto rilevante per la ricerca. Se io acquisto un link, ottengo una citazione autorevole, che avrei potuto ottenere, con molta fortuna, se avessi prodotto un buon contenuto. Pertanto non bisogna acquistare link? Beh&#8230; in questo campo si dibatte molto. Se si decide di farlo, è necessario che il sito abbia già una certa <strong>reputazione</strong>, abbia buon contenuto e altri <strong>link in entrata</strong>. E che possibilmente il link acquistato non sia decontestualizzato rispetto all&#8217;argomento, e attenzione: rispetto ai link in uscita del sito dal quale lo acquistate.</p>
<p>4) <strong>Link in entrata e in uscita di scarsa qualità</strong> &#8211;&gt; Chi linka spam è sito spam. E&#8217; questa la teoria generale di Google che sottintende la lunga lotta contro le pagine spazzatura. Se lo spam è il livello più infimo di autorevolezza, il <strong>trust </strong>è il livello ottimale. Ci sono diversi livelli di trust che portano dritti a diversi livelli di <strong>ranking</strong> (posizionamento, il famoso fattore pagerank). Più si scende di qualità, meno <a title="visibilità su google" href="http://www.ottimizzaseo.com/" target="_self">visibilità su google</a> si ottiene. Pertanto prestate molta attenzione a chi vi linka o a chi linkate. Un pessimo vicino potrebbe rovinarvi la vita.</p>
<p>5) <strong>Crescita innaturale della link popularity</strong> &#8211;&gt; Immaginate di non possedere nulla, di non aver nient&#8217;altro che una giacca, un pantalone, un paio di scarpe e una valigia. La mattina dopo avete una Ferrari, un attico, una collezione di abiti di Armani e diverse paia di scarpe di Prada. Cosa può essere successo? Siete diventati improvvisamente ricchi. Cosa può succedere? Che ve la godete per un giorno, poi arriva una visita della Finanza o della Polizia. Perché le ricchezze istantanee insospettiscono sempre. Per cui, se andate a dormire con 1 link in entrata e vi risvegliate con 877 siti che vi linkano in modo del tutto innaturale, attendetevi una sonora <strong>penalizzazione</strong>.</p>
<p><em><br />
&#8212; terremoto ABRUZZO &#8212; mandate un sms al 48580, da tutti i cellulari di tutti gli operatori.</em></p>
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		<title>Aggiornamento PageRank</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 07:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pagerank]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa notte la mitica e quasi inutile barretta verde si è spostata in avanti e indietro. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni analizzerò alcuni siti. Di quelli che seguo io non  mi posso lamentare, anzi. Ma bisogna sempre ricordarsi che secondo quanto riportato da Google, la barretta verde sulla toolbar si riferisce a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Questa notte la mitica e quasi inutile barretta verde si è spostata in avanti e indietro. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni analizzerò alcuni siti. Di quelli che seguo io non  mi posso lamentare, anzi. Ma bisogna sempre ricordarsi che secondo quanto riportato da <strong>Google</strong>, la barretta verde sulla toolbar si riferisce a un valore vecchio di un trimestre. Pertanto il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PageRank" target="_blank">pagerank</a> oggi riflette la situazione di inizio anno si può dire. Molto più importante sarà verificare l&#8217;eventuale rimescolamento delle serp, se c&#8217;è un trend in favore dei <strong>brand</strong> (smentito altre volte), oppure se alcuni siti che erano stati penalizzati ora sono risaliti negli indici. Inoltre bisogna inferire nuovi livelli di penalizzazione, per comprenderle.</p>
<p>L&#8217;aggiornamento delle SERP, che è quotidiano, ogni tanto prevede un terremoto un po&#8217; più vistoso delle normali scosse che non avvertiamo. E per chi si interessa di <strong>motori di ricerca</strong> è come l&#8217;eclisse di sole per gli astrofisici: un&#8217;occasione di analisi e studio da non perdere.</p>
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